Serve un federalismo pragmatico
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Nonostante ciò che spesso ci raccontiamo le più importanti innovazioni sociali o politiche sono assai raramente il frutto di disegni deliberati. Sono per lo più figlie del caso. Nascono, quasi sempre, dallâincontro/scontro, dalle negoziazioni e dai conflitti, fra tanti (singole persone o gruppi che siano), ciascuno dei quali ha i suoi scopi particolari. Il risultato è spesso qualcosa di inaspettato, qualcosa che nessuna delle tante persone coinvolte aveva immaginato o prefigurato. à così che in America, ad esempio, nacque, poco più di due secoli fa, il federalismo: fu la conseguenza di un tiro alla fune, il punto di caduta, frutto di un compromesso, fra chi preferiva una confederazione di tipo tradizionale e chi preferiva una maggiore concentrazione del potere. Chi si sforza di osservare con obiettività lo stato del mondo, e la condizione dellâEuropa oggi, non può che concordare con Mario Draghi: lâEuropa avrebbe oggi bisogno di maggiore unità e la strada del «federalismo pragmatico» (si aggregano intorno a progetti comuni quelli che di volta in volta ci stanno) sembra la migliore che si possa percorrere. Però gli ostacoli sono davvero tanti e se, come sarebbe necessario, allâEuropa serve più unità , le strade per arrivarci potrebbero essere assai arzigogolate, confuse, complicate. E forse anche segnate dallâambiguità .
Gli ostacoli principali, come........
