Il dibattito sul terzo anno
Il presidente stima molto l'allenatore e non vede (giustamente) valide alternative. Il suo, con Antonio, è un matrimonio vero e profondo. Ma...
È «la chiacchiera della città» di questa settimana (The Talk of the Town) come da decenni il New Yorker titola la sua rubrica sul tema caldo del quale tutti discutono (Talk è anche discorso). E in queste ore a Napoli si parla della permanenza di Antonio Conte alla guida della squadra.
Inutile dire che il tifo è diviso tra favorevoli e contrari. Ma per la prima volta - e dovrebbe essere un segnale di maturità - c’è una quota molto evidente di opinione riflessiva. Una volta tanto non siamo di fronte all’emergenza, si tratta di scegliere un nuovo modello di crescita. E il bilancio, finora, è più che buono. Se, come tutti ci aspettiamo, la corsa si chiuderà con la squadra in zona Champions, anche questo secondo anno si sarà concluso bene, considerando nella stagione anche la Supercoppa conquistata a dicembre. Il contratto prevede un terzo anno e Conte stesso dice che lui vorrebbe restare e rimanda la palla nel campo del finora silente De Laurentiis. È su questo silenzio che si gioca la partita di questi giorni. Una volta tanto a noi pare che il presidente del Napoli........
