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«Non si trovano camerieri?

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09.03.2026

Giuseppe Salvatore, imprenditore 34enne di Battipaglia, ha risolto il problema della mancanza di personale: «piazza» i suoi assistenti meccanici vendendoli o noleggiandoli a hotel e ristoranti

Mancanza di personale? Arriva il robot-cameriere. Potrebbe essere l’incipit della storia d’impresa di Giuseppe Salvatore, 34enne di Battipaglia che a dicembre del 2023 insieme alla sorella Arianna ha deciso di fondare l’azienda “Robotic Space” per commercializzare robot per i settori della ristorazione, dell’hotellerie e anche della sanità. Un’idea balenata nella sua testa già quando lavorava nell’ambito di un’agenzia e riceveva molte richieste per runneristi, i camerieri che fanno la spola tra la sala e la cucina.«Molti lamentavano la mancanza di personale, il costo del lavoro e qualcuno prospettava la riduzione dell’attività produttiva». 

La svolta avviene quando accende la tv e vede un servizio che racconta l’inserimento dei robot nel settore sanitario in Cina. Fu in quel momento che decise quale strada avrebbe percorso: avrebbe venduto robot. «Senza fare nemmeno un’indagine di mercato aprii la società e ordinai il primo carico di robot». Il secondo passo era “piazzarli”. E cosi chiamò un ristoratore e gli disse: «Ho una cosa per te che potrebbe darti un bel supporto». Giuseppe ricorda i volti dello staff che a prima vista videro il robot più come una minaccia che come un supporto. Ma su questo punto tiene a precisare la sua filosofia d’impresa. «Io credo nella centralità della persona che deve essere supportata dalla tecnologia. Il mondo del lavoro si sta evolvendo. E i robot hanno una valenza sociale perché servono a valorizzare il lavoro dei camerieri. Il robot porta i piatti, fa le azioni ripetitive, mentre il cameriere resta in sala, quindi avremo un cameriere più empatico che può creare un rapporto di fidelizzazione con il cliente, che sa vendere». 

L’azienda “Robotic Space” nel 2025 è stata finanziata dal Ministero delle Imprese e Made in Italy nell’ambito di un bando Invitalia. Oggi Salvatore vende e noleggia robot Keenon Robotics. I prodotti che la Robotic Space offre ai clienti sono tre. Il più richiesto e venduto è il T10. Ideale per ristoranti, pub, pizzerie, hotel, centri commerciali, villaggi, supermercati. È alto 1,45, porta 4 vassoi antiscivolo e lavabili per un totale di 40 chili ed ha un’autonomia di 15 ore. La sua particolarità? «Presenta uno schermo a led di 23 pollici- spiega Salvatore - che può trasmettere immagini fotografiche o video promozionali». 

Il T10 può essere comandato anche attraverso un’applicazione. Grazie alla mappatura che viene fatta per esempio di un ristorante, il T10 si muove tra la sala, la cucina, l’area lavaggio. «Può portare piatti contemporaneamente a 4 tavoli. Se trova un ostacolo, chiede di passare o lo evita». 

Naturalmente il robot cameriere parla (con voce maschile o femminile a seconda della scelta) e addirittura “balla” e “canta” sulle note di buon compleanno. Ai clienti viene offerto anche il modello T9 PRO. Utilizzato sempre per ristoranti e hotel, sempre 40 kg di portata e 15 ore di autonomia. Non presenta schermo a led. E infine c’è il W3. È alto 1,20 e può prendere in autonomia l’ascensore. «È un robot che utilizziamo nel mondo della sanità. Può portare sia pasti che farmaci». Richiesto anche negli hotel per consegnare in camera il cibo.

«La nostra azienda - spiega Giuseppe Salvatore - si occupa solo di robot, della vendita, del noleggio, dell’installazione e prova, dell’assistenza sia di persona che da remoto e naturalmente della formazione del personale. Nel nostro showroom è in programma la realizzazione di attività dimostrative e di formazione; un nuovo modello di hospitality combinata con la tecnologia». E i clienti? Sono soddisfatti. «C’è qualcuno che lasciando una recensione ha pensato anche alla “simpatia” del robot. La “simbiosi” con il personale sta nel fatto che quasi tutti i robot hanno un nome». Guglielmo Ventre chef è proprietario del ristorante La Pignata 2.Zero ad Ariano Irpino. Si fa aiutare dal robot T10 da ottobre scorso. «Lo abbiamo chiamato Diego e non è solo un aiuto logistico ma un elemento di attrazione. Noi pensavamo che suscitasse curiosità nei bambini. In realtà sta facendo impazzire la gente di mezza età». Diego porta i piatti e il personale in questo modo riesce a stare in sala. Soddisfatto anche Ubaldo Persichini del Voltapensieri di Battipaglia. «È stato un grandissimo investimento. Noi ci occupiamo soprattutto di cerimonie e i clienti sono entusiasti. Sono convinto che sia il futuro della ristorazione. I tempi cambiano, è ingenuo pensare che tutto resti come prima». Nel 2024 gli assistenti robotizzati nella ristorazione in Italia erano 250, oggi sono almeno raddoppiati.

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9 marzo 2026 ( modifica il 9 marzo 2026 | 07:34)

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