Trasnova, si apre uno spiraglio per i lavoratori: ipotesi assunzioni a Pomigliano
Al tavolo convocato al Ministero delle Imprese è emersa la disponibilità di una società di logistica a investire, la Napoli Uno Srl
Uno spiraglio si apre nella vertenza Trasnova e arriva proprio dal territorio che rischiava di pagare il prezzo più alto della crisi. Al tavolo convocato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy è emersa infatti la disponibilità di una società di logistica a investire nell'area di Pomigliano d'Arco e ad assumere una parte consistente dei lavoratori coinvolti nei licenziamenti annunciati.
L'azienda interessata è la Napoli Uno Srl, società attiva nel settore dei trasporti con sedi operative in diverse regioni italiane. Durante l'incontro al Mimit ha manifestato la disponibilità ad assumere tra i settanta e gli ottanta lavoratori, rafforzando gli organici nelle sedi già esistenti di Gricignano d'Aversa e Casoria e valutando l'apertura di una nuova filiale proprio a Pomigliano.
Un'ipotesi che, se dovesse concretizzarsi, consentirebbe di riassorbire una quota significativa dei 94 dipendenti di Trasnova che dal primo maggio rischiano di restare senza lavoro, 53 dei quali impiegati proprio nel sito pomiglianese. Non si tratta però di una soluzione già definita.
Il ministero ha avviato verifiche con la Regione Campania e con l'agenzia Sviluppo Lavoro Italia per valutare la compatibilità dei profili professionali e le condizioni necessarie per rendere operativa l'ipotesi di ricollocazione. Nel corso della riunione è inoltre emerso l'interesse di altri possibili investitori: una società del comparto metalmeccanico starebbe valutando un nuovo insediamento a Pomigliano con circa quaranta assunzioni, mentre ulteriori interlocuzioni riguarderebbero potenziali progetti industriali anche nell'area di Cassino.
Nel quadro complessivo della vertenza resta però un nodo irrisolto. Le aziende coinvolte Trasnova, Logitech e Teknoservice hanno infatti ribadito al tavolo la loro indisponibilità a ritirare i licenziamenti o a ricorrere agli ammortizzatori sociali, nonostante le richieste avanzate dalle organizzazioni sindacali e dalle istituzioni. Fiom, Fim e Uilm parlano apertamente di una posizione di totale chiusura e chiedono il ritiro dei licenziamenti e l'avvio della cassa integrazione per accompagnare la fase di transizione e consentire una ricollocazione ordinata dei lavoratori.
Anche la disponibilità di Napoli Uno, pur accolta come un segnale positivo, dovrà essere verificata nella sua solidità e nella reale capacità di garantire continuità occupazionale.
Prudente anche il commento delle istituzioni locali. Il sindaco di Pomigliano d'Arco, Raffaele Russo, ha definito l'ipotesi di nuove assunzioni «un segnale importante», sottolineando però che la piena soddisfazione potrà arrivare solo quando tutti i lavoratori avranno una prospettiva stabile di rientro nel mondo del lavoro.
L'amministrazione comunale si è detta pronta ad aprire subito un confronto con Regione e azienda per verificare la fattibilità dell'insediamento.
La vertenza Trasnova resta dunque aperta. Lo spiraglio emerso al tavolo ministeriale indica che una strada per evitare il tracollo occupazionale esiste. Ma tra disponibilità dichiarate e posti di lavoro reali c'è ancora una distanza che la politica industriale dovrà colmare in fretta, se vuole trasformare una promessa in un'occasione concreta per il lavoro.
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