La sfida di Confindustria:
Genna, leader designato, presenta squadra (di peso) e programma. Faraone Mennella tra i vice, Arnone e D’Amato «special advisor»
La sensazione è che questa sia una squadra forte. Coesa. Nata evidentemente con l’ambizione di riportare gli imprenditori al centro del villaggio. Un board assemblato mixando novità importanti (vedi Marilù Faraone Mennella, che — tra l’altro — è vicepresidente vicario del Teatro San Carlo) e ritorni di prestigio (leggi l’ex leader nazionale di Confindustria e dei Cavalieri del lavoro, Antonio D’Amato, che assume il ruolo di special advisor assieme a un altro big dell’industria, Nicola Arnone). Un gruppo di comando con idee chiare e — si sussurra — poco incline alla logica dell’accomodamento: «Il prossimo quadriennio sarà caratterizzato da una serie di appuntamenti istituzionali cruciali. E l’Unione Industriali, sulla base del programma del presidente designato, punterà a riallacciare con tutte le istituzioni un rapporto diretto»; al tempo stesso, però, «autonomo e indipendente : teso esclusivamente alla rappresentanza delle imprese nel loro complesso ». Ancora: «Il diritto di critica e proposta che si intende esercitare, lo stimolo proprio di un sistema di rappresentanza come il nostro, non dovrà infrangersi in contrapposizioni o interessi di singoli». Messaggi chiari — quelli lanciati dal quartier generale di piazza dei Martiri — rivolti principalmente ai palazzi delle istituzioni. Ma (evidentemente) non solo. Fatto sta che ieri il Consiglio generale di Confindustria Napoli ha approvato, con oltre l’88% dei voti favorevoli, il programma 2026-2030 e la squadra presentata dal leader in pectore, Vittorio Genna (Ala spa), che era stato designato un paio di settimane fa con il 63% circa dei consensi, superando l’altro candidato, Mario Mattioli. Il successore di Costanzo Jannotti Pecci, per la cronaca, conserverà le deleghe relative a Economia del mare, Credito, Zes, Politiche energetiche e Ambiente.
Ecco i vicepresidenti scelti da Genna: Alessandro Di Ruocco (Rdr Spa Società Benefit) avrà le deleghe a Education, Capitale Umano, Ricerca e Sviluppo; Marilù Faraone Mennella (Sekhmet Investimenti Srl) a Economia e Competitività; Gabriele Fasano (Stampa Spa), confermato, seguirà i Rapporti interni; Luigi Giamundo (Hismos Srl) si occuperà di Reti di Impresa e Territorio; Antonio Liotti (Leonardo Spa), anch’egli confermato nel ruolo, avrà la delega alle Relazioni Industriali; Gaetano Torrente (La Torrente Srl) seguirà i dossier Tutela e valorizzazione tradizioni produttive e marchi territoriali, Rapporti con le associazioni di categoria. A questa squadra si aggiungono i due vicepresidenti di diritto, che mantengono le stesse deleghe del precedente biennio: Antonio Amato (leader del Gruppo Giovani) avrà competenza su Start Up, Passaggio generazionale, Politiche per i giovani, Decoro, Made in Naples, Iniziative sociali; Guido Bourelly (Gruppo Piccola Industria) si occuperà di Coesione e marketing, Legalità, Relazioni funzionali con la Pubblica amministrazione.
Il presidente designato Vittorio Genna ha anche anticipato l’intenzione di attribuire deleghe specifiche. Le prime sono per Maurizio Manfellotto (Gestione economica e patrimoniale) e Giovanni Severino (Sanità). Due, inoltre, gli special advisor del Consiglio di presidenza, carica che dovrebbe essere introdotta presto anche a viale dell’Astronomia: come detto prima, si tratta di Nicola Arnone e Antonio D’Amato.
A conclusione del suo intervento in Consiglio generale Genna ha anche anticipato che alla prossima Assemblea pubblica, prevista nei primi giorni di maggio, durante la quale avverrà l’elezione ufficiale del nuovo timoniere dell’Unione di Napoli, parteciperà il presidente di Confindustria Emanuele Orsini.
«È necessario consolidare ed espandere — si legge nel programma di governo dell’Unione — un tessuto produttivo manifatturiero caratterizzato a Napoli e in Campania dalla prevalenza di piccole e microimprese. Occorre innalzare la dimensione media delle aziende, sia attraverso politiche di aggregazione e reti di imprese, sia incentivando la presenza delle pmi sui mercati internazionali, sia con l’arrivo di nuovi player». Vanno «valorizzate le filiere, attrezzate e molto meglio collegate le aree di insediamento produttivo, creati percorsi di formazione mirata per potenziare e qualificare il capitale umano, integrata l’Intelligenza Artificiale nei percorsi produttivi».
Conseguire «tali obiettivi — spiega il prossimo numero uno dell’associazione di Palazzo Partanna — sarà possibile solo se ci sarà una svolta nelle relazioni tra sistema associativo e istituzioni, con particolare riguardo a quelle territoriali: la logica del partenariato deve concretarsi in un metodo di confronto quotidiano».
È tempo, rilancia Genna, «che la regione del Mezzogiorno con la più alta incidenza di presenze produttive si doti di una politica industriale». Ed è anche ora «che sia varato un Piano Strategico per la Città di Napoli». Un progetto, ci tiene a precisare il leader designato dell’Unione «che chiarisca le opzioni di sviluppo a Ovest come a Est». E «che ridisegni il ruolo del Porto di Napoli nel contesto dell’area metropolitana».
Più qualità della vita
Sempre per Genna «è necessario assicurare al territorio una manutenzione adeguata, eliminando o riducendo drasticamente fenomeni come le strade piene di buche, i cantieri interminabili, il traffico e il degrado crescente». Occorre insomma «migliorare sensibilmente indicatori che collocano da decenni Napoli agli ultimi posti nelle classifiche nazionali della qualità della vita».
Grandi eventi sì, ma...
Il problema è che «senza linee di indirizzo e pianificazione puntuali, senza interventi per migliorare gli standard di vita quotidiana, anche i grandi eventi avranno un impatto relativo sulla crescita del territorio». Nel programma del presidente designato — è spiegato in una nota — «è in ogni caso ribadito l’impegno dell’Unione Industriali Napoli a interloquire con gli organizzatori manageriali e i promotori istituzionali dell’evento America’s Cup, affinché le imprese locali abbiano un ruolo rilevante nella progettazione ed esecuzione delle opere».
Porto turistico a Ovest
A proposito dell’ex area industriale a ovest della città, l’intervento più generale di riconversione «dovrà inquadrarsi — ancora stando alle linee strategiche impostate da Genna e votate dall’Unione — in un disegno di sviluppo dell’area flegrea». Ma non solo: «Una delle grandi opzioni da concretizzare dovrà essere la creazione di approdi attrezzati e qualificati per la nautica da diporto, comparto ad alto valore aggiunto che presenta una domanda cui da decenni non si è riusciti a fornire risposte adeguate».
Per l’area orientale del capoluogo partenopeo, «da tempo la Fondazione Mezzogiorno e Unione Industriali hanno proposto alla Città Metropolitana un progetto, finalizzato a coniugare sviluppo economico, rigenerazione urbana e benessere sociale in un’ampia area che si estende dalla zona est fino alle porte della Costiera Sorrentina». E arriva la stilettata: «Alle mancate risposte della Pubblica amministrazione a tale progetto corrisponde un abbandono della visione progettuale e strategica dell’area che appare sempre più crescente».
Nel suo programma, il successore di Jannotti Pecci chiede pure «che lo sviluppo in corso del turismo sia governato puntando sulla qualità delle strutture e dei servizi, selezionando una domanda di alto profilo, con maggiore capacità di spesa e minore impatto in termini di degrado urbano». Per Genna va valorizzata la Mostra d’Oltremare, anche per dare risposte all’esigenza di un vero turismo congressuale e fieristico, che a Napoli manca da tempo».
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1 aprile 2026 ( modifica il 1 aprile 2026 | 07:46)
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