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Vinicio Capossela: «A Pompei live di prodigi per i 20 anni di "Ovunque proteggi"»

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12.07.2026

Nell'anfiteatro, lunedì 13 luglio, grande live. L'artista: ««Non si tratta di una operazione museale, ma di un intervento a cuore aperto»

Vinicio Capossela (ph Cavalli)

L’alta Irpinia, terra dei Kuta Kuta dove il mantra è all’incontré delle quadriglie, è terra di partenze. E quando si ritorna nel “macchinone” comprato in Germania, con i sedili incellophanati, sul cruscotto c’è sempre un santo, una Madonna, un Cristo con su scritto «Ovunque proteggi». Anche Vinicio Capossela (nato ad Hannover da padre di Calitri e madre di Andretta) nel 1996 - anno di svolta nella sua carriera grazie a Il ballo di San Vito - ne aveva uno. In quella scritta c’era la promessa di un disco che sarebbe venuto dieci anni dopo: Ovunque proteggi, una monumentale opera cantautorale che metteva insieme antropologia e mitologia, agiografia e autobiografia, Pier Paolo Pasolini e Jorge Luis Borges, procedendo con i piedi nel fango e gli occhi rivolti al cielo, un passo e un’invocazione, lungo la ferita della partenza. Ovunque proteggi, dunque, perché questo viaggio abbia un ritorno. Domani, venti anni dopo l’uscita del disco che vinse la Targa Tenco ed è inserito tra i più importanti della storia del cantautorato italiano,........

© Corriere del Mezzogiorno