Guerra all'Iran, Confesercenti: «Rincari di 600 euro a famiglia» |
Dalla benzina agli alimentari al blocco dello scalo di Dubai, gli effetti sul portafogli delle famiglie e sull'export. De Luca (Pd): diesel a 2 euro insostenibile
La guerra in Medio Oriente influisce in maniera sempre più pesante sull’aumento dei prezzi. Innanzitutto su quello dei carburanti, ma a catena anche su quelli di altri prodotti. A lanciare l’allarme per i rincari che stanno colpendo e colpiranno le famiglie e le piccole e medie imprese regionali è Confesercenti Campania. L’analisi è complessa e riguarda vari comparti che risentono della congiuntura internazionale.
«La guerra in Iran — spiega Vincenzo Schiavo, presidente di Confesercenti Campania e vicepresidente nazionale con delega al Mezzogiorno — sta già producendo effetti negativi sull’economia delle famiglie dei cittadini campani. Sensibili aumenti sono già verificabili sui carburanti, sul costo dei voli, sul carrello della spesa e conseguentemente sulle bollette».
L’aggravio di spesa viene anche quantificato approssimativamente in circa 600 euro all’anno. Ma si tratta in ogni caso di una stima prudente, suscettibile di variazioni all’insù. Come si è detto, a monte c’è l’aumento del costo del carburante, gasolio e benzina su tutti. Non solo per l’effetto diretto dei bombardamenti sull’Iran e la chiusura dello stretto di Hormuz, attraverso il quale transita in tempo di pace circa il 20 per cento del greggio mondiale; ma anche per effetto di speculazioni. «Questa guerra — continua Schiavo — sta già producendo un aumento del gasolio e della benzina di circa il 12 per cento. Una famiglia campana che mediamente ha una macchina di piccola cilindrata che consuma un pieno da 35 litri di benzina o gasolio a settimana, si ritrova ad avere per ogni pieno un aumento di 7 euro, che significa circa 28 euro al mese, vale a dire un aggravio di spesa su base annua di oltre 330 euro».
Inevitabile il riverbero sui principali beni di consumo, a partire da quelli alimentari. «Inoltre e purtroppo — prosegue il presidente di Confesercenti Campania — l’aumento dei carburanti inciderà moltissimo sul carrello della spesa. Nelle prossime settimane gli aumenti riguarderanno un po’ tutti i prodotti sugli scaffali dei supermercati e dei negozi: una spesa di 80 euro avrà un un aumento di circa 2-3 euro, per un rincaro di circa 100 euro all’anno».
E le cattive notizie non finiscono qui perché le famiglie si troveranno a fare i conti anche con l’impennata dei costi energetici. «Una famiglia composta da 2-3 persone, che vive in un appartamento di 80-100 metri quadrati, si ritroverà a pagare circa 70 euro di gas in più e circa 80 euro di energia elettrica in più». Si arriva dunque sulla soglia dei 600 euro all’anno. Ai quali vanno aggiunti quelli derivanti dagli aumenti dei trasporti. Si calcola che viaggiare costerà dal 15 al 30 per cento in più: i forti rincari colpiranno maggiormente chi viaggia per lavoro e dunque non ha possibilità di contenere gli spostamenti».
Ma oltre alle conseguenze per le famiglie, si avranno ripercussioni preoccupanti anche sulle piccole e medie imprese. «Purtroppo — spiega sempre Schiavo — il conflitto toccherà anche l’export del made in Campania nel mondo, poiché lo scalo di Dubai era diventato fondamentale da quando è stata decisa la chiusura con la Federazione Russa e l’innalzamento dei dazi Usa. Le imprese italiane e campane si rivolgevano verso la piattaforma Dubai per poi esportare in tutto il mondo. Con le criticità attuali si perderà molto fatturato e conseguentemente, purtroppo, tanta forza lavoro sull’outgoing verso l’estero».
Di fronte a siffatta situazione inevitabile un appello al Governo. «Siamo molto preoccupati — conclude il dirigente di Confesercenti — e rilanciamo un grido d’allarme forte che ci arriva dal mondo delle nostre imprese. In Italia le famiglie non possono permettersi questi aumenti. Il dramma che temiamo possa accadere e che tutto questo generi una forte contrazione della spesa. Se tutti i prezzi aumentano, i cittadini campani saranno costretti ad acquistare meno, specie per auto, elettrodomestici e abbigliamento e le aziende campane avranno grandi dif-ficoltà a tenere aperte le loro attività e tutto questo influirà sull’occupazione. Ci auguriamo che la politica intervenga urgentemente e che riesca a prevalere la diplomazia e l’intelligenza».
Sulla questione interviene anche il segretario regionale del Pd Piero De Luca. «L’impennata dei prezzi dei carburanti con il diesel che ha ormai raggiunto la soglia dei 2 euro al litro è diventata una tassa insostenibile che grava sulle spalle di famiglie, pendolari e imprese. Davanti a questa emergenza che rischia di paralizzare il Paese, l’inerzia del governo Meloni è ingiustificabile».
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10 marzo 2026 ( modifica il 10 marzo 2026 | 18:32)
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