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Ischia, morsi e pugni alla compagna con il neonato

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08.04.2026

Storia di violenza tra le mura domestiche ma stavolta la ragazza fugge di casa con il bambino di appena 9 giorni e si rifugia in una confraternita. La chiamata al 112, l'arrivo dei militari

Pugni al volto, morsi alla guancia, mentre lei stringe ancora tra le braccia il figlio nato appena nove giorni prima. È l’epilogo di una lunga serie di violenze domestiche quello avvenuto a Ischia, dove i carabinieri hanno arrestato un 25enne con l’accusa di maltrattamenti.L’allarme è partito dalla centrale operativa del 112, che ha ricevuto una richiesta di aiuto e ha immediatamente inviato sul posto una pattuglia della stazione dei carabinieri dell’isola. Quando i militari arrivano trovano la giovane vittima in strada, con il neonato in braccio e il volto segnato dalle percosse. 

Secondo quanto ricostruito, la scena si è consumata all’ora di cena. L’uomo, 25 anni, sarebbe rientrato in casa in stato di ebbrezza. La lite, scatenata da motivi di gelosia — già in passato causa di discussioni — degenera rapidamente. Partono gli schiaffi, poi i pugni.La donna, 23 anni, tiene in braccio il piccolo partorito appena nove giorni prima e cerca di proteggere il bambino e sé stessa. L’aggressione però continua: un pugno alla testa, poi un altro. Infine l’uomo la afferra al volto e la morde alla guancia. 

Le urla vengono sentite anche all’esterno del palazzo. La giovane riesce a fuggire dall’appartamento, chiude la porta e scappa in strada. Poco distante trova rifugio nella sede di una confraternita, dove in quel momento è in corso una riunione. Entra con il bambino tra le braccia e chiede aiuto. Da lì parte la chiamata al numero di emergenza.I carabinieri raggiungono la donna mentre è in attesa dei sanitari del 118, che la trasferiscono all’ospedale Rizzoli. Il volto è gonfio e il segno del morso è evidente.Nel frattempo i militari si dirigono nell’abitazione della coppia. Il 25enne è ancora in casa. L’odore di alcol — riferiscono gli investigatori — è forte. L’uomo viene bloccato e arrestato. 

Durante gli accertamenti emerge un quadro di violenze ripetute nel tempo. La gelosia, secondo quanto raccontato dalla vittima ai carabinieri, avrebbe già provocato in passato episodi di aggressione: pugni, schiaffi, morsi e capelli strappati. La giovane non aveva mai denunciato, ma sullo smartphone conserva ancora le fotografie dei segni lasciati dalle percosse.I due stavano insieme da circa due anni. In passato la donna si era già allontanata andando a vivere dalla madre, ma aveva poi deciso di tornare con il compagno. «L’ho perdonato anche per il bambino», avrebbe spiegato ai militari.Questa volta però la decisione è stata diversa. «C’è di mezzo mio figlio», avrebbe detto ai soccorritori. 

Il 25enne è ora in attesa di giudizio. Alla donna i medici hanno diagnosticato una prognosi di dieci giorni per ematomi, iperemia e segni di morso.

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