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Gianluca Vegliante: «Noi, Monaci Digitali, lottiamo contro l'emarginazione e lo spopolamento»

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18.05.2026

«Il mio paese, Padula, ha perso negli ultimi 100 anni la metà degli abitanti, se va avanti così tra 100 anni non ci sarà più nessuno. Il nostro compito? Creare nella Certosa di San Lorenzo nuove opportunità di business e startup»

Dopo 160 anni i monaci, che andarono via a seguito della soppressione degli ordini religiosi sancita dal neonato Regno d’Italia, sono tornati a popolare la Certosa di San Lorenzo a Padula. Sono però Monaci Digitali, che alla meditazione preferiscono il co-working, al vivere in solitudine la condivisione. Un progetto di vita, ancor prima di diventare un’impresa, ufficialmente riconosciuta come Startup Village, nell’ambito della rete europea che promuove l’innovazione e l’imprenditorialità nelle aree rurali. Il «certosino 2.0» è un imprenditore digitale nel campo dell’e-commerce, si chiama Gianluca Vegliante, 47 anni, con già alle spalle molteplici attività on line, alcune coraggiose, altre redditizie, nate sull’onda dell’entusiasmo e baciate dal successo. Ma il curriculum ce lo facciamo raccontare dopo. Ora ci preme capire chi sono i Monaci Digitali e come mai in appena tre anni sono diventati un vero e proprio fenomeno di aggregazione di cervelli che attrae investitori e crea condivisione e comunità. 

«È partito tutto da una riflessione - spiega Vegliante, presidente dei Monaci - più uno vuole stare da solo e più si crea intorno a sé una comunità di persone. Emblematico il caso proprio della Certosa, un monastero del 1300 abitato........

© Corriere del Mezzogiorno