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A Bagnoli cubi di cemento per scogliere, i comitati: ma la Soprintendenza cosa dice?

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09.04.2026

In fase di realizzazione il «bacino di calma» per le imbarcazioni in gara

Tra gli scogli della barriera nord compaiono blocchi in calcestruzzo. Accade a Bagnoli, dove è in corso di realizzazione la contestata scogliera che dovrà delimitare il “bacino di calma” a beneficio delle imbarcazioni che competeranno nel 2027 per l’America’s Cup a Napoli. Quello che diverse associazioni e gli attivisti i quali protestano da molti mesi temono diventerà poi un porto turistico, ma che il sindaco Manfredi garantisce sarà smantellato a competizione ultimata.

Quei blocchi si chiamano Antifer e non passano certo inosservati. Per dirla tutta, sono un pugno nell’occhio. «Sono previsti dal progetto — informano fonti del Commissariato per Bagnoli — e sono parte della lavorazione della scogliera. Possono essere colonizzati da specie marine — sono progettati appositamente affinché ciò accada — e dopo la Coppa America saranno spostati e messi a protezione della scogliera per le spiagge». 

Francesco Escalona, architetto ed esponente di Nurige, associazione che ha presentato non poche osservazioni al piano dei lavori a Bagnoli per l’America’s Cup, conferma che gli Antifer sono nel progetto, ma aggiunge: «Sono orrendi e dubito che abbiano le autorizzazioni della Soprintendenza». 

Quanto alle promesse che poi andranno via, saranno rimossi, commenta: «Si diceva lo stesso pure per i “baffi” sul lungomare di via Caracciolo ed abbiamo visto tutti come è andata a finire». Fa riferimento ai prolungamenti della scogliera davanti alla spiaggia della Rotonda Diaz, che la Soprintendenza autorizzò come opera provvisoria quando ad aprile 2012 si disputò a Napoli la Louis Vuitton Cup (l’eliminatoria della Coppa America), sempre per garantire un bacino di calma alle barche a vela, ma che poi non sono stati mai più eliminati. Alcuni anni fa la giunta Manfredi deliberò infine di tenerli per garantire migliore protezione alla costa.

Quei “baffi”, peraltro, sono costituiti solo da massi, senza l’aggiunta delle barriere in cemento che si stanno posizionando in questi giorni a Bagnoli. Aggiunge Escalona: «Andrebbe sottolineato pure che il piano territoriale paesistico è ancora vigente, fino a prova contraria». Le scogliere, come le altre opere in corso per l’America’s Cup, sono state sottratte alla valutazione d’impatto ambientale con decreto del 20 ottobre 2025 del ministero dell’Ambiente. Il raggruppamento temporaneo d’imprese capitanato da Deme, che nel 2014 (si prevedeva tra l’altro ancora la rimozione della colmata poi resuscitata due anni fa dal governo Meloni) aveva vinto i lavori per il Praru di Bagnoli, ha firmato il contratto dopo un lungo contenzioso amministrativo ed al quale il commissario Manfredi ha poi assegnato i lavori — nel 2014 ovviamente non previsti e non finanziati — per la Coppa America, nello scorso autunno ha presentato il progetto delle opere a mare per la competizione velica. Esso comprende la realizzazione di «scogliere perimetrali non radicate alla riva (barriere centrale, nord e sud) al fine di garantire sicurezza e funzionalità nello specchio acqueo ed il dragaggio per l’approfondimento dei fondali antistanti la colmata e gestione dei sedimenti dragati». 

Il Commissario straordinario li ha poi approvati all’esito della Conferenza dei Servizi. Intanto, c’è un italiano, Marzio Perrelli al timone dell’America’s Cup Partnership (Acp), il consorzio che coordina e gestisce gli aspetti organizzativi, agonistici e commerciali dell’America’s Cup. Grant Dalton, ceo di Emirates Team New Zealand, resterà presidente.

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