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Omicidio Jlenia, escluso il lancio del coltello: il fratello aveva l'arma saldamente tra le mani

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09.03.2026

Giuseppe Musella impugnava l'arma quando ha trafitto il cuore della sorella 22enne uccisa il 3 febbraio nel rione Conocal a Napoli

Giuseppe Musella aveva saldamente nelle mani il coltello, quando ha trafitto il cuore della sorella 22enne Jlenia, uccisa il 3 febbraio 2026 nel rione Conocal a Napoli con un fendente alla schiena. È quanto emerge dai primi riscontri tecnici nel corso degli accertamenti disposti dalla Procura di Napoli, nell'ambito delle indagini delegate agli agenti della Squadra Mobile della Questura partenopea. Il coltello, dunque, non fu lanciato, come invece aveva riferito in sede di interrogatorio il 28enne che ha confessato di aver ucciso sua sorella al culmine dell'ennesima lite.

A poco più di un mese dal delitto in famiglia, consumato in un alloggio popolare nel quartiere Ponticelli a Napoli, gli inquirenti hanno escluso che quella grave ferita alla schiena, provocata con un coltellaccio da cucina e risultata fatale, possa essere stata frutto del lancio dell'arma, ritenuto improbabile già dai primi istanti. 

Il coltello, infatti, venne ritrovato sotto un camioncino e nessuna delle persone ascoltate come testimoni ha mai riferito che qualcuno avesse estratto l'arma prima della disperata corsa in ospedale, poi rivelatasi inutile.

È ancora da chiarire, invece, il reale motivo della lite tra i due fratelli, sfociata poi nell'omicidio della ragazza: la rabbia - secondo il racconto del reo confesso - sarebbe stata innescata dai calci sferrati da Jlenia al pitbull di Giuseppe. Il cane, secondo gli accertamenti della polizia scientifica, non aveva ferite ma tracce di sangue probabilmente della giovane vittima. 

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