Morte di Domenico, l'ex primario del Monaldi: la dottoressa Farina non faceva espianti, l'ha costretta Oppido
Intervistato da Massimo Giletti, il direttore dimissionario della cardiochirurgia pediatrica del Monaldi del medico sott'inchiesta ha detto: «È protetto politicamente». La mamma del bambino: «Sono qui solo per avere giustizia»
«Gabriella Farina ha lavorato con me, non ha mai fatto un trauma-espianto, non aveva l'esperienza giusta. Lo ha fatto perché è stata costretta da Guido Oppido». Giuseppe Caianiello è l'ex direttore della cardiochirurgia pediatrica dell'ospedale Monaldi di Napoli ed ex responsabile dei trapianti pediatrici. Lunedì sera è stato intervistato nel programma Lo stato delle cose, condotto da Massimo Giletti e in onda su RaiTre. Poco prima della sospensione dei trapianti nel 2018, Caianiello chiese di andare in prepensionamento, in aperta polemica per la carenza di uomini e mezzi. Al suo posto subentrò proprio Guido Oppido, il chirurgo finito sotto inchiesta per la morte del piccolo Domenico Caliendo e chiamato da Bologna dove era in servizio.
«Lui era protetto politicamente», ha sottolineato tra le altre cose Caianiello durante l'intervista e, alla domanda se fosse stato l'ex governatore della Campania Vincenzo De Luca a «proteggerlo», ha risposto: «Uno più uno fa due».
In collegamento con la trasmissione era presente anche Patrizia Mercolino, la madre del bambino deceduto il 21 febbraio dopo aver trascorso sessanta giorni in coma farmacologico in seguito ad un trapianto di cuore fallito a causa della cattiva conservazione dell'organo durante il trasporto da Bolzano a Napoli. L'intervento fu eseguito il 23 dicembre e sul caso è aperta un'inchiesta della Procura di Napoli con l'iscrizione nel registro degli indagati di sette persone per l'ipotesi di reato di omicidio colposo.
«Sono qui per Domenico - ha detto mamma Patrizia - ci sarà tempo per stare a casa a piangere. Io chiedo solo di avere giustizia, perché ci sono stati errori prima, durante e dopo il trapianto. Nessuno mi ha mai detto niente. Mai. Gli infermieri sono quelli che mi sono stati più vicini, ma comunque sapevano e non mi hanno detto nulla nemmeno loro». Il riferimento è alla mancata comunicazione da parte del personale sanitario che non avrebbe informato i genitori di Domenico sulle reali motivazioni del fallimento del trapianto di cuore, con l'organo che era stato letteralmente «bruciato» dall'utilizzo del ghiaccio secco durante il trasporto.
Sull'assenza di comunicazioni l'avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia Caliendo, ha depositato un doppio esposto agli ordini dei medici di Cosenza e Benevento nei confronti di Oppido e Farina.
«Se vado avanti è per avere giustizia - ha aggiunto Patrizia Mercolino - e perché si faccia in modo che non succeda più. Io non mollo, ho visto per 60 giorni tutti i giorni mio figlio piano piano peggiorare e morire, non voglio che nessuno passi quel che ho passato io. Non deve capitare più a nessun bambino. Andrò avanti - ha concluso - e farò di tutto affinché non accada più».
Vai a tutte le notizie di Napoli
Iscriviti alla newsletter del Corriere del Mezzogiorno Campania
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Partecipa alla discussione
