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Peppino di Capri, l'highlander della canzone con il dono (raro) dell’orecchio assoluto

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12.07.2026

La storia della musica attraverso 15 Festival di Sanremo

Era uno dei rarissimi musicisti italiani a possedere l’orecchio assoluto (gli altri sono a mia memoria Frida Bollani e Gigi D’Alessio): ma non sarà grazie a questo dono divino (è la capacità di riconoscere all’ascolto qualsiasi nota) che Peppino di Capri resterà per sempre nel nostro cuore. Perché Peppino, che se ne è andato ieri a 86 anni dopo una lunga malattia che non gli ha impedito di deliziarci fino a poco tempo fa con le sue canzoni, è stato davvero la colonna sonora di noi Napoletani (ma anche di tantissimi italiani, oso sperare): lui c’era già durante la guerra, nel 1943, a quattro anni (anche se non si chiamava ancora Peppino di Capri, ma solo Giuseppe Faiella) quando suonava il pianoforte per le truppe alleate sulla natìa Isola Azzurra. E c’era nei ‘50 a Ischia, esibendosi quindi in partibus infidelium al «Rangio Fellone», allora il tempio della dolce vita isolana. 

E c’era soprattutto nei favolosi Anni Sessanta, quando c’era ancora Claudio Villa ma stavano arrivando pure i Beatles: lui nel ‘63 vince il Cantagiro con il rock autoctono Non ti credo (rima: «bambina mia / ogni bacio è una bugia...») battendo Little Tony,........

© Corriere del Mezzogiorno