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Editoriale Agostino, "compagno di viaggio" che ha accolto le domande più radicali

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"Sant'Agostino nello studio": il dipinto di Sandro Botticelli (1480) è conservato nella chiesa di Ognissanti di Firenze - --

Ci sono parole che attraversano i secoli senza perdere freschezza. Una di queste è la voce di Agostino: inquieta, appassionata, capace di interrogare l’uomo di ogni tempo. Non un maestro che offre formule, ma un “compagno di viaggio” che ha conosciuto crisi culturali, smarrimento politico, crolli di certezze. E che non ha mai temuto le domande più radicali: sul male, sull’identità, sulla libertà, sulla morte. Le ha prese sul serio. Le ha accolte. Le ha trasformate in ricerca e in preghiera.

Ecco perché Agostino parla ancora oggi. Non ci invita a soffocare gli interrogativi, ma a custodirli come motore della vita interiore. I dubbi non sono nemici della fede o della ragione: sono tappe necessarie di un cammino verso la verità.
Tra i tratti più moderni del suo pensiero c’è l’appello all’interiorità. Agostino invita a “rientrare in se stessi”: non per rifugiarsi, ma per compiere un esercizio di autenticità. L’uomo non può ritrovarsi senza........

© Avvenire