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Editoriale Il coraggio della gioia

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tuesday

Ecco, diciamocelo senza paura: non è proprio la gioia il sentimento prevalente in questo nostro tempo così travagliato e ferito. Anzi, stretti in uno scenario di “policrisi”, come ci dicono gli esperti, ci sentiamo esposti alle intemperie, schiacciati da pesi dei quali non sappiamo come liberarci, indifesi davanti a minacce che fatichiamo a definire. Come può allora la Chiesa oggi parlare di “gioia piena”? Non è forse una follia pensare alla nostra epoca come fonte di speranza e di luce per il cuore? Sì, lo è: è senza ombra di dubbio una cosa da pazzi. O forse no, forse è la testimonianza di un popolo innamorato di Dio e l’amore divino, si sa da sempre – basti chiedere ai tanti santi bollati come psicologicamente instabili dai loro contemporanei – agli occhi del mondo è semplicemente, illogico, irrazionale, scomodo, inaccettabile. Follia appunto. E quindi di cosa parlano le mille persone che, in rappresentanza di tutte le comunità cattoliche del Paese, in questi giorni si sono riunite a Roma per la Seconda Assemblea sinodale? Con che coraggio hanno messo al centro del loro confronto la frase «Perché la gioia sia piena», scelto come titolo del documento che conterrà le proposte (le Proposizioni che poi i vescovi voteranno in Assemblea a maggio) frutto di un cammino durato quattro anni? Davvero la........

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