Il patrimonio paesaggistico Investiamo nella bellezza. Scelta giusta che rende di più
Il centro storico di Petralia Soprana, in Sicilia - Alamy
Ogni estate, come pellegrini senza meta definitiva ma con lo spirito dei grandi viaggiatori, attraversiamo l’Italia percorrendo gli stessi itinerari che per secoli hanno attirato uomini e donne da ogni parte del mondo, mossi dal desiderio di incontrare – ciascuno nel proprio personalissimo Grand Tour – la forma più alta dell’armonia tra architettura, arte, natura e cultura. Ci riscopriamo, inevitabilmente, rapiti da una bellezza senza tempo che non smette di stupire e commuovere. Ogni volta, l’Italia ci appare come un poema scritto in pietra e in paesaggio, una partitura di bellezza che i nostri antenati hanno composto con tenacia, coraggio e visione.
Non è solo romanticismo. Davanti a tale magnificenza, viene, infatti, da chiedersi: con quale logica economica, con quale calcolo finanziario furono concepite queste meraviglie? Nessuna, verrebbe da rispondere. I nostri antenati non avevano fogli calcolo né business plan, non inseguivano il ritorno immediato sul capitale investito. Avevano, invece, un altro obiettivo, ben più nobile e ambizioso: creare bellezza. O, meglio ancora, gareggiare nel creare bellezza.
Certo, anche questa bellezza è frutto di intenzioni non sempre generative e di........
© Avvenire
