Scenari Un robot per la gravidanza artificiale. E la tecnologia cancella la maternità
Una visitatrice al Robot Mall, il primo store al mondo dedicato ai robot umanoidi appena inaugurato in Cina - .
Fino a ieri ci aveva abituati a robot umanoidi che ballano (goffamente), improvvisano partite di calcio (non proprio spettacolari), partecipano a eventi culturali, fanno i camerieri o i “guerrieri”, mimano insomma i comportamenti umani. Ma la Cina sembra volere esplorare un altro (inquietante) orizzonte: quello della “moglie robot”, un robot “capace di portare a termine una gravidanza”. La “rivoluzione” – come si è affrettata a presentarla il suo ideatore – arriva dalla startup Kaiwa Technology, con sede a Guangzhou, che si è detta pronta a sfornare un robot umanoide dotato di un utero artificiale che – sempre secondo quanto afferma l’azienda – sarebbe in grado di replicare il processo gestazionale umano, dal concepimento al parto. «Alcune persone – ha spiegato Zhang Qifeng, il fondatore di Kaiwa – non vogliono sposarsi, ma desiderano comunque una “moglie”; altre non vogliono rimanere incinte, ma desiderano comunque un figlio. Quindi una delle funzioni della nostra “moglie robot” è quella di poter portare avanti una gravidanza».
Al momento appare solo una trovata pubblicitaria ben riuscita, che però dice più di tante lezioni di antropologia e bioetica messe insieme. Stiamo parlando del “robot in........
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