menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Ungheria al voto: un bivio storico per il Paese con risvolti nell’UE

11 0
10.04.2026

Il 12 aprile si svolgono le elezioni parlamentari in Ungheria per il rinnovo dell’Assemblea nazionale, il Parlamento ungherese. Il voto si preannuncia come un bivio storico per il Paese con risvolti determinanti anche in chiave UE. Per la prima volta, dopo sedici anni di dominio incontrastato, il primo ministro Viktor Orban affronta una sfida interna senza precedenti, mentre il suo isolamento a Bruxelles ha raggiunto il punto di rottura. Dopo la chiusura della raccolta di firme, è stato ufficializzato che sono cinque i partiti in corsa sulle schede del voto. Oltre Fidesz di Orban e Tisza (Libertà e onore) di Peter Magyar, i due grandi partiti, anche tre più piccole formazioni sono riuscite a raccogliere le firme necessarie: il partito di estrema destra Patria nostra (Mi hazank), un partito di sinistra, i Democratici (Dk), e un partito azionista e anti-elitario, il partito del Cane a doppia coda (Kètfarku kutyapart). Stando ai sondaggi, dei tre, solo gli estremisti di destra hanno una reale possibilità di passare lo sbarramento di 5%, e mandare deputati nel futuro Parlamento, dove potranno aiutare il Fidesz contro il blocco del Tisza. Invece, i candidati dei Democratici e degli azionisti faranno concorrenza nei collegi uninominali a quelli del Tisza, minacciando la vittoria dell’opposizione contro Orban. La sorte delle elezioni, con il sistema misto in vigore, si deciderà proprio nei collegi uninominali: per vincere, bisogna conquistare almeno 56-58 collegi su 106. Magyar ha chiesto ai piccoli partiti di non concorrere, per aiutare il cambio di regime, ma secondo Klara Dobrev, leader dei Democratici, senza la sinistra non si può battere Orban. Il leader dell’opposizione ungherese, Peter Magyar è in vantaggio nei sondaggi sul primo ministro Viktor Orban, ma resta ampia l’area degli indecisi. La rilevazione dell’istituto Publicus a pochi giorni prima dalle elezioni, rivela che Magyar raccoglie con il suo Tisza il 41% dei consensi tra gli elettori già orientati, contro il 35% del partito di governo Fidesz. Sul totale del campione, Magyar si attesta al 36%, mentre Orban si ferma al 30%. Il 24% degli intervistati ha riferito di non avere ancora una preferenza, contribuendo a mantenere aperto l’esito della corsa. La rilevazione indica inoltre che il partito di estrema destra Nostra Patria si avvicina alla soglia di sbarramento del 5%: è accreditato al 4% sul totale degli intervistati e raggiunge il 5% tra gli elettori già orientati. Il vantaggio di Magyar era emerso anche nelle altre rilevazioni diffuse nei giorni precedenti: il Centro di ricerca 21 accredita Tisza al 40% contro il 28% di Fidesz,........

© Avanti!