G7 esteri a Parigi: convitato di pietra l’invasione dell’Iran
A Parigi si è svolto il 26 e 27 marzo un G7 Esteri con l’obiettivo di produrre risultati concreti già a livello ministeriale e di rafforzare il coordinamento tra alleati su sicurezza, crisi internazionali e nuove minacce alla sovranità. Sarebbero queste le intenzioni dei diplomatici che hanno lavorato alla ministeriale nei due giorni per un primo appuntamento formale della presidenza francese quale tappa chiave verso il vertice dei leader previsto a Evian dal 15 al 17 giugno. La riunione si è tenuta ad Abbaye de Vaux-de-Cernay, luogo legato alla nascita storica del G7. I lavori sono stati articolati in sei sessioni di lavoro. Tre in formato allargato, con la partecipazione, oltre ai membri G7, di partner come Arabia Saudita, Corea del Sud, Brasile e India, insieme al ministro degli Esteri ucraino e alla presidente della Bers, la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo. Le altre tre sessioni sono state invece riservate ai soli Paesi del G7. Il nodo politico riguarda la partecipazione americana con la presenza del segretario di Stato Marco Rubio. Si è trattato del primo faccia a faccia con gli alleati europei (e canadese) dopo le tensioni in seguito al rifiuto di raccogliere l’appello del presidente americano, Donald Trump, di intervenire militarmente per assicurare la libertà di navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz, ora ostaggio dei pasdaran iraniani. Tra le priorità centrali del G7 dei diplomatici, il coordinamento su sicurezza e pace, con particolare attenzione a Ucraina e Medio Oriente. Sul conflitto ucraino, l’obiettivo della presidenza francese, secondo il Quai d’Orsay, è triplice: mantenere Kiev al centro dell’agenda internazionale, rafforzare il sostegno concreto, soprattutto sul piano energetico e infrastrutturale, e continuare a esercitare pressione sulla Russia in vista di un possibile accordo di pace. La presenza di Rubio viene considerata cruciale per allineare le posizioni tra alleati. Accanto alle crisi tradizionali, la presidenza francese ha cercato di inserire nel dibattito anche le minacce “orizzontali” che incidono sulla sovranità degli Stati: traffici illeciti, sicurezza marittima, catene di approvvigionamento delle materie prime critiche. In questo quadro verrà lanciata una task force G7 contro il narcotraffico, già anticipata al summit della Comunità politica europea in partnership con l’Italia, con l’idea di creare una rete di hub portuali e rafforzare la cooperazione operativa, mentre è prevista anche una conferenza regionale nei Caraibi (Martinica, luglio 2026). Ampio spazio è stato dedicato alla riforma della governance globale, in particolare delle missioni di peacekeeping, considerate ancora “estremamente utili” ma da rendere più efficienti e sostenibili. Parigi ha proposto la creazione di un comitato di coordinamento che riunisca contributori finanziari e militari per valutare le missioni Onu e migliorarne l’impatto. Sul fronte umanitario, l’obiettivo è razionalizzare la catena logistica e ridurre i costi di distribuzione degli aiuti. Tra i dossier concreti figura anche la ricostruzione: in Ucraina si punta, tra l’altro, al ripristino del sarcofago di contenimento di Chernobyl,........
