Anac: la corruzione più insidiosa e sfuggente
Il fenomeno della corruzione “si è fatto più insidioso e sfuggente, per insinuarsi in ogni interstizio della vita pubblica”. E’ quanto emerge dalla Relazione annuale al Parlamento sull’attività svolta da Anac nel 2025 presentata questa mattina alla Camera. “Non più soltanto le tradizionali tangenti – rileva l’Autorità anticorruzione – ma una costellazione di condotte subdole: dalle consulenze fittizie alle sponsorizzazioni opache, dai concorsi inquinati alla distrazione dei fondi dell’Unione (in crescita del 35% lo scorso anno, secondo la Procura europea). A volte, arriva addirittura a lambire i livelli istituzionali più alti: non si limita a violare le regole, ma punta a riscriverle, privatizzando la sovranità”.
Anac, negli appalti pubblici servono tutele stringenti Negli appalti pubblici – anche più che altrove – servono tutele stringenti: controlli rafforzati, responsabilità di filiera, cantieri digitali, tracciabilità dei flussi di manodopera, formazione obbligatoria. E’ quanto sostiene l’Anac nella Relazione annuale al Parlamento sull’attività svolta nel 2025. Secondo l’Autorità, i rischi maggiori si annidano nei subappalti, soprattutto quando si moltiplicano “a cascata”, erodendo trasparenza e responsabilità. Da qui, la richiesta di “presìdi robusti e la nostra proposta di integrare le banche dati Anac con la ‘patente a punti’ e gli altri strumenti digitali usati nel settore, così da evitare costose duplicazioni e rendere più efficaci le tutele. Occorre, inoltre, impedire che contratti fantasma, firmati da soggetti non rappresentativi, falsino la concorrenza a detrimento dei lavoratori”.
Busia (Anac), ‘la corruzione viola le regole e punta a riscriverle’ “La corruzione distrugge risorse, vanifica l’impegno, minaccia la sicurezza e talvolta uccide le persone. E intanto corrode lentamente la convivenza civile. Dalla consulenze fittizie alle sponsorizzazioni opache, dai concorsi inquinati alle distorsione dei fondi dell’Ue cresciuti, del 35% nello scorso anno. Arriva addirittura a lambire i livelli istituzionali più alti, non si limita a violare le regole ma punta a riscriverle. In fronte a questo lavoriamo per una cultura che, a partire dalla scuola, educhi e promuova la legalità, la trasparenza e esalti il merito”. Lo ha detto il presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac), Giuseppe Busia, alla Camera dei Deputati, a margine della presentazione della relazione sull’attività svolta nel 2025. 2026-04-
Busia (Anac), ‘di fronte alle sfide Ue dimostri di essere diventata adulta’ “La corruzione attraversa confini e mercati, travalica ordinamenti e legislazioni sfruttandone lacune e debolezze. Di fronte a queste sfide, l’Unione Europea può e deve mantenere la direzione di marcia, dando prova di essere diventata adulta. Non più solo spazio di cooperazione economica ma anche luogo di tutela di diritti e delle libertà”. Lo ha dichiarato Giuseppe Busia, presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac) durante la presentazione della relazione sull’attività svolta nel 2025.
Anac, esplosione di affidamenti diretti per servizi e forniture
C’è una “esplosione degli affidamenti diretti per servizi e forniture, fra i quali anche le consulenze”. E’ quanto rileva l’Anac nella sua Relazione annuale al Parlamento sostenendo che il “Decreto Correttivo al Codice ha lasciato aperte faglie insidiose”. Nel 2025 questi affidamenti “hanno interessato quasi il 95% delle acquisizioni totali, con un significativo addensamento a ridosso della soglia, tra i 135.000 e i 140.000 euro. “Dietro questa prassi – sostiene l’Anac – si annidano sovente sprechi, opportunismi, frazionamenti artificiosi, talvolta perfino infiltrazioni criminali. E, in qualche contesto, gli amministratori onesti restano più esposti a pressioni indebite, non potendo più opporre, sotto tale soglia, la necessità di un confronto competitivo”.
