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“Fior da Fiore”: la mostra aperta fino al 16 aprile con ingresso gratuito

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15.04.2026

La FUIS, Federazione Unitaria Italiana Scrittori, venerdì 10 aprile 2026, nella Galleria Angelica di Roma, ha inaugurato la mostra “Fior da Fiore” che rimarrà aperta fino al 16 aprile 2026 con ingresso gratuito. La mostra è stata curata da Stefania Severi con la collaborazione letteraria di Mariù Safier. Seguendo il pensiero di “scegliere al modo antico: fior da fiore”, il presidente della Fuis, prof. Natale Antonio Rossi, ha spiegato: “Un insieme di letteratura ed arte con un nome così carico di storia, è impegno di tutta importanza istruito secondo i migliori propositivi organizzativi della curatrice prof. Stefania Severi. A considerare l’espressione e intendendola come chi fa una scelta tra ciò che è stato preventivamente scelto, si collega a Dante Alighieri, e non solo a Giovanni Pascoli. Infatti, fu l’Alighieri che nel ventiduesimo canto del Purgatorio che così ebbe a descrivere Matelda “una soletta che si già/ e cantando e scegliendo fior da fiore”. E poi Pascoli che, figurando davanti a sé un panorama di prose e di poesie, sceglie fior da fiore per la costruzione di un testo (che porterà proprio quell’espressione per titolo). Per l’esposizione in parola la scelta (tra le scelte già predisposte) avviene rispetto a un insieme di lavori – esposizioni, manifestazioni, incontri – effettuati in più luoghi e in date neppure vicine dalla stessa curatrice. Ogni lavoro è unico e ha come presupposto una cernita e una preferenza rispetto ad altro: ciò avviene sia per la scrittura che per le opere d’arte. E allora, come sempre, per valutare le opere che concorrono a creare l’atmosfera, bisognerà considerarle come unicum, rispetto ad altre da immaginare perché non presenti. Infine, come sempre, alla fine delle opere utilizzate per l’allestimento e la messa in mostra, c’è la visione d’insieme e ancor meglio il senso differenziato di ogni opera che concorre di per sé a dare segnale del modo di intendere l’arte, di farla e di proporla nella nostra contemporaneità. E’ quanto accade con i poeti e con gli artisti scelti da Stefania Severi le cui opere sono in bella mostra nella sala che il Direttore della Biblioteca Angelica ha messo a disposizione”. Mariù Safier, per questa mostra, tra l’altro, ha scritto: “In questa mostra il binomio Poesia/Pittura è potente catalizzatore, in grado di produrre percezioni che arricchiscono, a prescindere dalla dimestichezza di ognuno, con la poesia o la pittura”. Poi, infine, Mariù Safier conclude: “Ogni poeta ha cercato di trasmettere un inedito punto di vista, senza marcare confini, volando col pensiero, suggerendo dalla pagina bianca colori suoni profumi. E storie. Storie che sono state raccolte e raccontate, filtrate da una ulteriore sensibilità artistica, animando le tele. Insomma, le Muse sono scese dall’Olimpo, hanno fatto un cerchio intorno a noi, intrecciato cantando, ghirlande di fiori. E dal pentagramma di quelle note, sono scaturite le opere presentate nella Mostra. Fior da Fiore, appunto”. La curatrice della Mostra, Stefania Severi, tra l’altro, ha così spiegato: “Questa mostra “Fior da Fiore” nasce dall’incontro di due, la poesia e la pittura, in stretto rapporto per meglio rappresentare la tematica: Fiore. La scelta del titolo “Fior da fiore“ scaturisce da diversi fattori”. Poi, entrando nei particolari della Mostra, Stefania Severi aggiunge: “In primo luogo sono stati individuati, grazie alla collaborazione della scrittrice Mariù Safier, quaranta poetesse/poeti che scrivessero una poesia sui fiori. Poi quaranta artiste/artisti le hanno interpretate, realizzando opere nella tecnica preferita ma di formato unificato, cm 42×30. Ci tengo a sottolineare il termine interpretato che è ben più ricco e articolato dal termine illustrato. Tutti sono iscritti alla FUIS, ma ciò non deve indurre a pensare che il loro numero sia circoscritto, infatti sono tanti, tantissimi coloro che hanno trovato nella FUIS un interlocutore privilegiato. Sono 24 artiste e 16 artisti, e 27 poetesse e 13 poeti e questo ribadisce come le donne si siano prepotentemente inserite in ambiti un tempo prevalentemente maschili, anche sotto il profilo della rappresentatività. E’ bene sottolineare che gli artisti (torniamo al maschile generico per praticità!) hanno scelto di volta in volta tra un certo numero di poesie, purtroppo gli ultimi hanno avuto meno scelta, ma tutti si sono dichiarati soddisfatti. Nella maggiore parte dei casi il collegamento immagine e parola è immediato e non ha bisogno di spiegazioni, in altri il collegamento è più criptico. I fiori risvegliano ricordi e innescano nostalgie e rimpianti, in una visione sostanzialmente positiva del loro essere sulla terra, ma non mancano situazioni in cui, a causa dei fattori che vanno dalle guerre all’inquinamento, si fanno immagine straziante di morte. Le ‘varianti’ poetiche rispetto al soggetto fiore sono tantissime, ed altrettanto avviene per le immagini e non solo sotto l’aspetto interpretativo ma anche nelle tecniche utilizzate, che vanno dall’acquerello al pastello, dall’olio al collage, dalla foto all’elaborazione grafica al computer ed altro ancora. Il linguaggio espressivo va dal Naturalismo all’Espressionismo astratto. Poichè è difficile fare un elenco degli Ottanta protagonisti della mostra, tra poeti e artisti, lascerò che siano i fiori a presentarveli. Le poesie in cui compare la Rosa e le immagini corrispondenti sono le più numerose a ribadire il ruolo leader della Regina dei Fiori; poesie che dalla rosa prendono l’abbrivio per le più varie divagazioni, complici il profumo o la mancanza di esso e le spine in una visione che drasticamente varia dal positivo al negativo. Rose dai richiami misterici, letterari, filosofici e mitici. Poesie in cui le rose sono protagoniste, oppure presenti con altri fiori, sono quelle di Lucianna Argentino, Teresa Ceccacci, Italo Inglese, Silvana Leonardi, Desirée Massaroni, Marco Onofrio, Luisa Sanfilippo e Claudia Tifi e gli artisti che le hanno interpretate sono rispettivamente: Luisa De Bartolomeo, Alessandra Monoriti, Gianleonardo Latini, Alessandra Pedonesi, Letizia Ardillo, Alessandro Monti, Paolo Cazzella e Lucio Castagneri. Ancora rimandi alle rose sono nelle poesie di Marco Buzzi Maresca e Marco Colletti (quest’ultimo le inserisce nella citazione di Joyce “Adoro i fiori, mi piacerebbe che tutto il posto fosse ricoperto di rose”), interpretate da Carolina De Cecco e da Daniela Passi. Una sola è una poesia devozionale, quella di Laura Anfuso che ha avuto fedele rispondenza nel collage di Maria Cristina Crespo. Ben quattro poesie vedono protagonista la ginestra, forte e selvaggia, quella di Franco Campegiani, Paolo Carlucci, Paola Cimmino e Alessandra Del Prete e le interpretazioni che ne hanno offerto Mauro Molinari, Giorgio Bartoli, Gerhard Schwarz e Mattia Morelli, ora aderiscono all’assunto ora volutamente ne divergono. Ed ecco i fiori più vari, in prati o giardini, offrire i loro profumi alle poesie di Francesca Di Castro, Antonina Doronzo Manno, Ruggero Marino, Antonella Pagano, Mary Poltroni e Gina Scanzani, alle quali corrispondono le opere di Carla Gugi, Laura Lotti, Isabella Collodi, Silvia Castaldo, Elisabetta Diamanti e Natella Giorgianni. Tanti fiori anche nel mandala di Tiziana Colusso perfettamente interpretato da Lucia Pagliuca grazie anche all’uso della macchina da cucire. E fiori purché siano nella poesia di Marco Corsi e nella originale interpretazione che offre Paolo Belli. L’unica veduta tra i tanti paesaggi dell’anima, è quella di Cinzia Della Ciana con la sua fioritura di Castelluccio di Norcia interpretata da Isabella Tirelli. I Garofani, in citazione politica nelle poesie di Helene Paraskeva e di Salvatore Rondello, trovano risposta nelle opere di Salvatore Giunta e di Massimiliano Kornmuller, mentre Francesca Farina è affascinata dalle tante variazioni cromatiche del fiore che Rossana Centioni ha espresso soprattutto attraverso il segno grafico. I delicati Ciclamini sono nelle poesie di Marzia Spinelli e di Antonietta Tiberia, interpretate da Franca Buscaglia e Silvano Tacus. C’è chi ha focalizzato il suo interesse su una tipologia di fiore, e nel segnalare il fiore segnalo anche la tecnica usata dall’artista, per offrire un quadro, sia pure non esaustivo, delle varie tecniche. Il Gelsomino di Paolo Butti è interpretato dal collage di Tania Kalimerova; la Primula di Rossella Seller dalla tecnica mista di John David O’Brien; il Papavero di Rita Piangerelli dall’acquerello di Angela Pedonesi; il Girasole di Anna Maria Petrova dall’acquerello di Raffaele Arringoli; la Mignòla, l’infiorescenza dell’ulivo, di Maria Teresa Ciammaruconi dal pastello e penna oro di Anna Dell’Agata; il Plumbago di Plinio Perilli dall’acquerello di Fausta D’Ubaldo. E devo aggiungere il mio Maggiociondolo al quale hanno dato vita gli inchiostri di Roberto Mannino. Da questa, sia pur ristretta, analisi delle tecniche, emerge che l’acquerello è preferito da molti artisti, per la leggerezza e la trasparenza che perfettamente esprimono la delicatezza dei fiori, tanto da dar vita ad un’antica disciplina artistica, l’acquerello botanico, che vede la meticolosa rappresentazione del mondo vegetale unita ad una scrupolosa ricerca estetica. E di questa disciplina è docente Aurora Tazza che ha interpretato la poesia Rose di Mariù Safier. Siamo giunti quasi al termine del nostro vagare tra i fiori e ci soffermiamo su due poesie e due opere che indicherei come il massimo negativo ed il massimo positivo nell’interpretazione dei fiori. Perfetta aderenza c’è tra i versi tragici di Valeriu Barbu e l’immagine altrettanto tragica di Licia Rossi, mentre i versi di Stefania Di Lino, che celebrano il figlio fiore, trovano nell’opera di Stella Radicati la loro esaltazione gioiosa. L’ultima citazione è per Flora, la dea romana e italica della fioritura che col tempo venne intesa come dea della Primavera. Essa emerge dai versi latini di Arduino Maiuri e si oggettiva nella giovane donna dalla cui bocca escono i fiori (botticelliana memoria!) di Antonella Cappuccio. Poesia nobile e colta alla quale corrisponde una pittura altrettanto nobile e colta e ad esse affidiamo il compito di restituirci un po’ di Eden in terra”. Dunque, una mostra di grande interesse culturale da visitare con ingresso libero.


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