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Il ceto medio: pilastro del Paese che lo Stato sta indebolendo

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06.07.2026

Esattamente un anno fa, alla luce dei dati Istat pubblicati sulle spese delle famiglie italiane, scrivevo su questa testata che l’Italia era un Paese sempre più povero in termini reali e che la povertà coinvolgeva complessivamente 5,7 milioni di persone.

Siamo tutti più poveri. La realtà dei dati dell’Istat

Se da un lato si osservava un miglioramento della situazione nel Sud, dall’altro si registrava un peggioramento nel Nord, con un aumento dello 0,5% della povertà assoluta nelle regioni settentrionali, dove sempre più famiglie insospettabili, talvolta persino con due stipendi, chiedevano aiuto alle realtà del volontariato e del Terzo settore per soddisfare i bisogni primari, perché le risorse a disposizione non erano più sufficienti a sostenere la vita quotidiana.

Ricordavo inoltre che il 10% delle famiglie più benestanti detiene il 60% della ricchezza del Paese, mentre quasi sei milioni di persone vivono in povertà assoluta. È innegabile che le responsabilità siano politiche e facciano capo a uno Stato che si sta progressivamente, ma inesorabilmente, ritirando da settori cruciali.

I dati che emergono oggi dal Rapporto annuale Istat 2026 non sono affatto incoraggianti. Anzi, certificano una realtà ancora più preoccupante: il 16,1% delle famiglie appartenenti al cosiddetto ceto medio ha difficoltà ad arrivare a fine mese.

Parliamo della categoria che comprende oltre sei nuclei familiari su dieci. Non siamo ancora di fronte a famiglie in povertà assoluta, ma a una fascia sempre più esposta alle........

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