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Lasciato davanti all’ospedale: la lotta tra la vita e la morte di un ‘invisibile’

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14.04.2026

Non è mia abitudine chiedere a mia moglie dei dettagli del suo lavoro, soprattutto quando si tratta di emergenze o di quei turni notturni in cui la reperibilità può trasformarsi, all’improvviso, in una corsa contro il tempo. È una forma di rispetto, ma forse anche un modo per proteggersi da storie che, una volta ascoltate, è difficile dimenticare. Sono un emotivo. Eppure, negli ultimi giorni, complice proprio l’intensità di questi turni e una curiosità che non riuscivo più a trattenere, ho fatto qualche domanda in più. Così mi sono trovato ad ascoltare una vicenda che, da allora, continua a tornarmi in mente. Mia moglie lavora all’ospedale di Salerno, nella camera iperbarica, un reparto di cui spesso si ignora l’esistenza finché non diventa improvvisamente essenziale. È un luogo altamente specializzato, fatto di protocolli rigorosi e di tecnologie precise, ma anche, e forse soprattutto, di persone abituate a confrontarsi con situazioni limite, dove la linea tra la vita e la morte è sottile e incerta.........

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