menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

“Giovanna Dark”: al “Teatrosophia” di Roma, rivivono sulla scena il dramma e l’enigma di Giovanna d’Arco

6 0
17.04.2026

A 595 anni dalla tragica morte nel rogo di Rouen (30 maggio 1431), e a 117 dalla sua beatificazione (decretata nel 1909 da Papa Pio X; santa poi dal 1920 per decisione di Benedetto XV, il Papa dell’ “inutile strage” nella Grande guerra), l’affascinante quanto enigmatica figura di Giovanna d’Arco – che da secoli attrae l’attenzione di storici laici ed ecclesiastici, sociologi della religione, giuristi, poeti, uomini di teatro e di cinema – torna sul palcoscenico, al “Teatrosophia” di Roma: per iniziativa dell’associazione culturale “Teatrosophia” e del DARKSIDE Lab-Theatre Company E.T.S.

Ritorna, la “Pulzella di Orleans”, nella pièce teatrale “Giovanna Dark” (adattamento e regìa di Matteo Fasanella),ispirata alle opere di Andrew Birkin, G.B. Shaw e Luc Besson. Il primo e il terzo sono, rispettivamente, sceneggiatore e regista del celebre film del 1999, con Mila Jovovic come Pulzella, e John Malkovic/Carlo VII: da molti ritenuto la miglior pellicola in assoluto su Giovanna dopo quella storica del 1927, “La Passione di Giovanna d’Arco” (dello scandinavo Carl Theodor Dreyer, con un’indimenticabile Renée Falconetti nel ruolo della martire, e il grande Antonin Artaud in quello d’un giudice ecclesiastico). La pièce, dopo una prima rappresentazione giorni fa, va nuovamente in scena, al “Teatrosophia” nel centro storico di Roma, dal 16 al 19 aprile, con un allestimento e una scenografia dalle tinte abbastanza dark, appunto: che danno l’idea della controversa quanto ammirevole personalità di Giovanna, e dell’incredibile atmosfera in cui si svolse la sua parabola, dal trionfo al martirio. Tra fede, religiosità popolare mista a superstizione, intrighi di sette esoterico-finanziarie (molto attive nella Francia e nell’Inghilterra del ’300) e maneggi politici. Visionaria e folle psicopatica? Eretica? Condottiera e aspirante leader politica, da Napoleone del ‘400? Medium? Strega? Santa? L’enigma di Giovanna – cui non si può negare un’indubbia, ardente ispirazione cristiana – a quasi 500 anni dal rogo di Rouen, in Normandia, non è stato ancora sciolto. Un altro Maometto (senza , però, assolutamente voler fondare un’altra religione), con l’eterno sospetto che fosse vittima di gravi allucinazioni visive e auditive? Un nuovo Cristo, stavolta donna, inevitabilmente vittima dell’establishment del tempo, soprattutto del “gioco delle parti” tra borgognoni (che, alleati degli inglesi occupanti gran parte della Francia, nel 1430 catturano Giovanna, cedendola poi ai britannici), inglesi, e francesi (il cui re , Carlo VII, che in sostanza deve l’ascesa al trono proprio alla ragazza .-condottiera di Domremy, l’abbandona praticamente al suo destino, timoroso della sua crescente popolarità?

La pièce saggiamente lascia aperte un po’ tutte le porte dell’enigma: nel solco, diremmo, del manzoniano “Ai posteri l’ardua sentenza”. Sabrina Sacchelli, Pietro Bovi, Lorenzo Martinelli, Nicolò Berti, Diana Forlani, Matteo Fasanella e Guido Lomoro (un penetrante vescovo Cauchon, perfetto nei panni di “Grande inquisitore”) sono gli interpreti. Assistente alla regia, Nicolò Berti; luci, Sabrina Fasanella; scenografia, Maurizio Marchini; i costumi quattrocenteschi, , molto curati, di ,Dark Side ETS.


© Avanti!