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Tutti in pista per la pace, e quello strano volo del direttore della CIA a Mosca

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26.08.2026

Poche e laconiche parole: “Non ci sono incontri con il presidente”. Giunge così questa mattina, con l’ambiguità che spesso la caratterizza, la smentita della notizia che circolava dalla serata di ieri di un colloquio tra il presidente russo Valdimir Putin e il capo della CIA John Ratcliffe.

La dichiarazione rilasciata all’agenzia Interfax da Dmitry Peskov, portavoce di Putin, non ha però smentito la presenza a Mosca del capo dei servizi segreti americani. Peskov avrebbe derubricato la circostanza a normali “contatti tra i servizi di sicurezza”. Le autorità americane hanno finora preferito il silenzio più completo. Ma il volo di Ratcliffe a Mosca c’è stato ed è stato monitorato da vari portali di tracciamento. Si sa che l’aereo, un C 17 Globemaster da trasporto strategico in dotazione alla NATO, dopo una sosta di due giorni in Lettonia è decollato da Riga ieri 25 agosto portando Ratcliffe a Mosca. L’utilizzo del Globemaster è stato limitato allo spostamento di John Ratcliffe per e da Mosca: il capo della CIA è infatti giunto nella capitale lettone da Camp Springs, Maryland, il 23 agosto a bordo di un C-40 con il quale è poi rientrato a Washington.

Smentite e silenzi hanno alimentato le illazioni. L’Amministrazione di Washington si sarebbe sentita in dovere di far sapere ai russi che un attacco ai Paesi NATO susciterebbe una reazione americana, oppure, più verosimilmente, sarebbe la crisi del Golfo a dettare l’iniziativa di Trump che avrebbe fatto pressioni perché la Russia cessi di inviare all’Iran esplosivi e componenti per la produzione di droni.

L’esercito russo inoltre continua a importare droni iraniani shahed, seppure in misura molto minore rispetto al recente passato anche perché da due anni è in grado di produrli in proprio. Qualche giorno fa il presidente americano ha minacciato di sanzioni i Paesi che intrattengono rapporti commerciali con l’Iran. Ma forse l’occasione più probabile per l’incontro di Mosca l’ha fornita lo scambio di prigionieri tra russi e ucraini, annunciato non a caso nella stessa giornata di ieri da Peskov.

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