Un hombre vertical. Le parole chiare di Sanchez
La guerra di Netanyhau e Trump contro l’Iran è iniziata con grande clamore, diciamo dei due “amiconi” piuttosto che delle loro nazioni perché la loro iniziativa si è rivelata del tutto “unilaterale”, non ha infatti comportato nessuna consultazione dei parlamenti statunitense ed israeliano, e tanto meno una valutazione di come potesse essere popolare questa guerra in Israele e negli States.
Siamo di fronte a due “Capitan Matamoros” che non sentono ragioni per agire come vogliono, e dove vogliono, senza che alcun organismo internazionale possa porre loro un freno.
Nemmeno il fantasma dell’ONU aleggia più sulle loro teste, anche perché Trump ha deciso di farsi un ONU a sua immagine e somiglianza, agitando il bastone dei dazi per chi non lo segue. Strana epoca quella dei volenterosi trascinati dalla volontà altrui.
Fatto sta che, per ora nemmeno il Senato USA ha potuto mettere un freno alle velleità belliciste di un presidente che aveva esordito, dopo la sua elezione, dicendo di fermare le guerre e non di iniziarle.
Ovviamente il sospetto molto fondato che sia il suo “alleato” Netanyhau a condurre il gioco è davvero forte.
Era infatti vicino un accordo sul nucleare con l’Iran, quando è stato scatenato l’attacco che ha portato in primo luogo alla uccisione della maggiore autorità religiosa iraniana.
Tutta questa fretta di seguire pedissequamente la volontà di quello che ormai appare un autocrate a capo di Israele, e che, ricordiamolo bene, la Corte Internazionale Penale ha dichiarato criminale di guerra per lo sterminio della popolazione palestinese a Gaza, da dove deriva?
Tutti i personaggi al potere che hanno avuto guai interni tali da minacciare la loro stessa presenza al governo, hanno messo in atto diversivi per allontanare le accuse ed impedire che fossero scalzati dal loro potere. Trump non fa eccezione, lo conferma un illustre analista come Paul De Grauwe, economista della London School of Economics.
Egli fa notare che questo ennesimo attacco preceduto da un discorso alla Nazione tanto lungo quanto fumoso ed inconsistente, oltre che vanaglorioso, nasconde con tutto il risalto mediatico che sta avendo, una strategia precisa di “distrazione di massa”
Negli USA in un anno sono stati persi 80.000 posti di lavoro, cosa mai accaduta prima dai tempi della “grande depressione”, l’azione contro gli immigrati da parte dell’ICE è stato un disastro che ha comportato anche l’omicidio di cittadini innocenti, la Corte Suprema ha bocciato la iniziativa di Trump sui dazi, i file di Epstein che nascondono la peggiore immondizia morale di una intera classe di plutocrati in cerca di facili piaceri predatori contro persino fanciulli e fanciulle inermi, rischia di dilagare investendo non solo il presidente in carica, ma pure chi lo ha preceduto. Ce n’è........
