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Hasbara: l’arte della negazione strategica israeliana

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21.04.2026

Mentre sul campo si combatte con le armi, negli uffici di Tel Aviv e sugli schermi dei nostri telefoni si combatte un’altra guerra, forse ancora più decisiva: quella per decidere chi ha ragione e chi ha torto agli occhi del mondo. Lo strumento principale di Israele in questa battaglia si chiama Hasbara. È una parola ebraica che significa semplicemente “spiegazione”, ma oggi indica una macchina pubblicitaria e diplomatica potentissima che ha un obiettivo politico preciso: convincere l’opinione pubblica mondiale che le azioni del governo e dell’esercito israeliano siano non solo giuste, ma l’unica scelta possibile per la sopravvivenza del Paese. ​Il problema critico risiede nel fatto che questa strategia trasforma fatti tragici, storici e profondamente complessi in una serie di slogan facili da consumare e condividere per noi occidentali. L’Hasbara funziona come un filtro industriale: da una parte entra la realtà cruda e sporca della guerra, dall’altra esce un prodotto confezionato con cura, dove ogni bombardamento viene presentato esclusivamente come “difesa necessaria” e ogni critica internazionale viene respinta come “pregiudizio” o mancanza di informazioni. Per chi osserva con occhio critico, questa non è vera informazione, ma un modo per coprire........

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