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In un mondo pieno di divieti, quali sono i confini della libertà?

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13.04.2026

L’unica vera libertà è convincersi che la mia finisce dove inizia la tua. Chi non rispetta questo principio, che è alla base della sovranità, dovrebbe essere punito sul posto, nel luogo in cui ha varcato arbitrariamente quei confini. In America, ad esempio, se entri in casa di qualcun altro senza permesso e vieni sorpreso, il padrone di casa può darti un calcio nel sedere, con la benedizione del giudice, che chiude il caso in un batter d’occhio dando ragione al proprietario. In altri Paesi, invece, la situazione è più ipocrita e complicata. Dopo l’infrazione che hai subito, iniziano più procedimenti nei tuoi confronti, anche se sei sanguinante per le botte che il ladro ti ha dato, mentre cercavi di dirgli dove si trovava la cassaforte. La prima accusa è quella dell’infrazione subita, che devi dimostrare, perché è la tua parola contro quella del presunto ladro, il quale afferma di essere entrato, è vero, ma solo dopo aver bussato. Così, sei tu, derubato, a dover provare lo scasso e l’esistenza del sangue che ancora ti esce dal naso…magari provocato da una forma di autolesionismo sbattendo la testa contro il muro per un piacere personale! Poi, se per caso, mentre il malfattore esercitava la sua professione di ladro, scivola perché avevi appena lavato il pavimento senza mettere il cartello giallo con la scritta “attenzione, superficie sdrucciolevole”, sono guai seri. Parte subito una controdenuncia per incidente colposo, e finisci in tribunale a pagare i danni. E non parliamo se possiedi un cane che morde il farabutto: qui, sono davvero guai, perché ti arrivano tre denunce. La prima perché il barboncino non aveva la museruola, la seconda perché il ladro, morso al polpaccio e ricoverato in ospedale, ha ricevuto una settimana di malattia che devi rimborsare, e la terza perché non hai messo la gomma piuma sulla ringhiera del giardino, dove il delinquente si è schiacciato le parti intime mentre cercava di scavalcarla abusivamente. Se poi, per caso, entra furtivamente in casa una zingara incinta e la finestra non è abbastanza larga da permetterle di passare facilmente, e per di più si ferisce strusciando contro il montante, allora davvero – e ripeto davvero – sono guai per te. Da lì partono a raffica almeno dieci denunce da cui difficilmente uscirai…almeno in questa vita! E poi ci sono i codici e i protocolli: quelli della strada, della montagna, dei laghi e del mare, senza contare gli ambientalisti, che se ti soffi il naso in pubblico ti infilano una cannula nel sedere per misurare le tue emissioni di gas serra, gli animalisti che ti spiano da lontano per sapere cosa dai da mangiare al tuo cane e al tuo gatto, e addirittura, se per caso notano un topo morto in giardino, ti accusano di maltrattamento animale e ti trascinano a processo, senza darti neanche il tempo di chiamare l’avvocato.

Oggi, scusate, sono un po’ così, poco disposto ad accettare le regole del gioco, perché non riesco a capire dove finiscono i confini della mia sovranità e dove iniziano quelli degli altri. Mi chiedo, quindi, se sia davvero possibile trovare la libertà in un Paese pieno di divieti, dove la giustizia è spesso più lenta della stessa vita.


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