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L’Ulss 2 raddoppia il Centro per i disturbi alimentari: nuova ala e palestra per la psicoterapia corporea

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18.02.2026

Un nuovo passo avanti nella lotta ai disturbi della nutrizione e dell’alimentazione nella Marca trevigiana. È stata inaugurata questa mattina – mercoledì 18 febbraio - la nuova ala del centro provinciale per i disturbi dell’alimentazione e della nutrizione dell’Ulss 2.

La struttura raddoppia i propri spazi aprendo in via Scarpa 9, a pochi passi dalla sede storica di via Pinelli, creando così uno spazio terapeutico allargato. Oltre ad ospitare l'ambulatorio medico e studi per la psicoterapia individuale e familiare, la struttura accoglie una palestra dedicata alla psicoterapia corporea.

Secondo le più recenti evidenze neuroscientifiche, infatti, il disagio si manifesta prima nel corpo che nella mente. Nei pazienti affetti da disturbi dell’alimentazione, la percezione di segnali basilari come fame, sonno e stanchezza risulta alterata.

La palestra permetterà di integrare la parola con l'esperienza senso-motoria, offrendo risposte laddove l'approccio verbale non riesce ad arrivare.

Nel 2025 sono stati 669 i pazienti totali in carico, con 229 nuove prese in carico: si registrano 347 casi di anoressia, 106 di bulimia, 125 caso di disturbo da alimentazione incontrollata e 91 altri disturbi. Un dato incoraggiante riguarda i ricoveri ospedalieri (68), in calo rispetto al picco pandemico e in linea con il trend del 2024. In particolare, i ricoveri pediatrici sono più che dimezzati rispetto al 2021 (18 contro 42). Particolare attenzione è rivolta ai minori: su 229 nuovi pazienti, 95 sono minorenni (87 femmine e 8 maschi).

L'esordio è sempre più precoce: la paziente più giovane assistita ha soli 10 anni, mentre 28 pazienti hanno meno di 15 anni. Si registrano anche esordi tardivi, oltre i 30 anni, che richiedono percorsi di cura differenziati. Il centro provinciale per i disturbi dell’alimentazione e della nutrizione, attivo dal 2005, opera attraverso un'équipe vastissima che comprende psichiatri, psicologi, nutrizionisti, educatori e terapisti della neuro-psicomotricità.

La forza del centro risiede nella collaborazione tra il dipartimento di salute mentale, la neuropsichiatria infantile, le malattie endocrine e il privato sociale, con il supporto fondamentale delle associazioni "Insieme si Può" e "L'Abbraccio".

«Abbiamo portato a casa un risultato fondamentale – dichiara Francesco Benazzi, direttore generale dell'Ulss 2 -. Mancavano spazi ambulatoriali e la palestra; ora riusciamo a dare risposte complessive che coinvolgono anche le famiglie. Il lavoro di rete tra i nostri professionisti e il supporto dei familiari è determinante per dare continuità alle cure».

Francesca Fontana, responsabile dell'unità operativa Dna di Treviso, spiega la complessità delle sfide attuali: «Oggi affrontiamo quadri clinici sempre più difficili, dove al disturbo alimentare si associano depressione, impulsività, autolesionismo e bodyshaming. Questo ampliamento ci fornisce nuove risorse operative per un intervento multiprofessionale che non cura solo il sintomo, ma l'individuo nella sua interezza».


© Tribuna di Treviso