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Bibi vince, Bibi perde. Netanyahu e le sorti della guerra contro l’Iran
È dal 1992, da quando era un semplice deputato della Knesset, il Parlamento monocamerale israeliano, che Benjamin Netanyahu sostiene che l’Iran è una minaccia (nucleare) esistenziale per lo Stato ebraico e che va «sradicata da un fronte internazionale guidato dagli Stati Uniti». E poiché l’attuale premier ha governato Israele per 18 degli ultimi 30 anni, non stupisce che secondo i sondaggi oltre il 90 per cento degli ebrei israeliani fosse favorevole ad aprire nuovamente, dopo la guerra dei 12 giorni del giugno scorso, un fronte contro l’Iran. Ma Netanyahu, se è vero quanto riportato dal New York Times, era stato convinto dal Mossad che i bombardamenti israelo-americani e l’uccisione del leader della Repubblica islamica Ali Khamenei avrebbero spinto la popolazione a scendere in piazza e a rovesciare il regime degli ayatollah. A quel punto il premier avrebbe potuto indire elezioni anticipate e portare il paese alle urne a giugno invece che a ottobre, utilizzando per la campagna elettor...
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