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Per gentile concessione dell’editore Liberilibri, pubblichiamo di seguito l’introduzione firmata da Franco Nembrini alla riedizione di “Ed io che sono?” di Giancarlo Cesana. I titoletti nel testo sono opera della redazione.
Giancarlo Cesana poteva forse scegliere un titolo diverso per questo libro? Ed io che sono?: il grido che sta al cuore dell’esperienza umana e poetica di Giacomo Leopardi, il seme da cui è fiorita tutta l’opera educativa di don Luigi Giussani, che di Leopardi è stato grande innamorato e di Cesana è stato maestro; al fondo, la domanda di cui è intessuta la vita di ogni uomo, e perciò l’unico oggetto adeguato di ogni azione educativa degna di questo nome.
Per me Giancarlo Cesana è stato un grande compagno e maestro. Quando, ancora ragazzo, muovevo i primi passi nell’esperienza del movimento di Comunione e Liberazione, lui era già uno dei “responsabili”, uno degli adulti a cui guardavo pensando che sarebbe stato bello diventare grande con lo stesso sentimento delle cose che aveva lui. Quando poi le vicende della vita hanno imprevedibilmente attribuito anche a me un ruolo di responsabilità nel movimento mi ha sempre supportato e accompagnato. Se avevo un problema, una difficoltà, un’incertezza, andavo da lui, e trovavo sempre un giudizio intelligente sulle situazioni che dovevo affrontare, e insieme una paternità benevola, capace di abbracciare i miei limiti e la mia fatica. E adesso che siamo tutti nonni continuo a imparare dalla sua saggezza, che attraversa anche le pagine di questo libro.
Il valore (e il limite) della psicologia
Per cominciare, capisco forse per la prima volta il valore della psicologia. Giancarlo comincia denunciando uno dei mali della società di oggi, e cioè la riduzione dell’educazione a psicologia, il fatto che, dato che non sappiamo più educare, ci affidiamo alla psicologia come se fosse la soluzione, come se potesse darci la ricetta per risolvere un problema di cui abbiamo perso le coordinate; ed è una denuncia che condivido completamente. Solo che Cesana la psicologia la conosce bene, l’ha studiata, l’ha praticata; e allora non si limita a liquidarla, ma la spiega, la racconta,........
