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Ilva, il conto arriva sempre. La domanda è chi lo paga

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23.09.2026

Due tonnellate di amianto ancora negli impianti. Polveri sottili sopra i limiti di sicurezza, se lo stabilimento tornasse a produrre le sei milioni di tonnellate annue autorizzate. Su questo la Corte d’Appello di Milano ha deciso: l’area a caldo dell’ex Ilva va spenta entro novanta giorni, e potrà riaccendersi solo dopo che l’amianto sarà rimosso per intero e le emissioni riportate entro soglie di sicurezza.

Non è un’opinione dei giudici. È la fotografia di uno stabilimento che, dal sequestro del 2012, non è mai stato davvero bonificato ma solo tenuto in vita con proroghe, prestiti ponte e amministrazioni straordinarie che si sono succedute senza risolvere la causa.

Ieri, a Palazzo Chigi era in corso il tavolo tra governo e sindacati convocato d’urgenza dopo la sentenza. Non era la riunione che era stata programmata: doveva essere un aggiornamento sulla vendita a Flacks Group o a Jindal Steel e invece è diventata la gestione di un’emergenza giudiziaria che il governo........

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