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La napoletanità: sociologia e comportamenti

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sunday

Il saggista Raffaele La Capria definisce la "napoletanità" come "l'inconfondibile originalità della cultura napoletana nel quadro di quella italiana". Ne fissa l'origine alla rivoluzione partenopea schiacciata. Descrive la sua sindrome con «l'autoreferenzialità, cioè la compiacenza di essere quello che si è, la chiusura nel dialetto e la capacità di mentire a sé stesso coniando tante false immagini di sé». Con la conseguenza dell'immobilismo della città,indipendentemente da quale partito occupi il potere. In un certo senso Napoli non è mai uscita dal suo antico regime; come se Luigi XVIII fosse venuto al potere sei mesi dopo la caduta della Bastiglia senza che nemmeno Bonaparte inscrivesse i progressi sociali della Rivoluzione nella costituzione e nella societàfrancese.

Condivido la sua visione nell'insieme degli articoli che ho scritto finora, e constato, divertito, che entrambi forgiamo ilnostro giudizio sulla città partendo da un punto di vista estraneo alla città stessa: lui il suo esilio a Roma, io la mia vita a Parigi.Archimede ha scritto che c’è bisogno di un punto d’appoggio fuori dal mondo per sollevare il mondo con una leva; la leva sola non cibasta. Questo “mondo a parte” di Napoli, colto dal suo punto di vista dello scrittore, si manifesta anche........

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