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Miracolo sul ghiaccio degli Stati Uniti: oro olimpico dopo 46 anni

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22.02.2026

Milano, 22 febbraio 2026 – Spalti gremiti, fischi all’ingresso del team USA e un'accesa rivalità: il menù della finale olimpica di hockey maschile è stato servito. In un’Arena Santa Giulia sold out e in cui il colore predominante era il rosso delle divise canadesi, sono gli Stati Uniti ad aggiudicarsi per 2 a 1 l’ultimo oro dei Giochi Olimpici di Milano Cortina all’overtime. Il tutto senza la presenza del Presidente degli Stati Uniti d’America, Donald Trump che ha dato priorità ad altri impegni in agenda. Un peccato visto che la “sua” Nazionale rompe un tabù che andava avanti da Lake Placid 1980: il team USA ha dovuto aspettare 46 anni per tornare a mettersi al collo l’oro. L’ultima vittoria dai cinque cerchi risaliva, addirittura e per ironia della sorte, proprio al 22 febbraio 1980. Il famoso “Miracle on Ice” quando un gruppo di giocatori del college a stelle e strisce riuscirono a battere la corazzata sovietica dell’allora URSS, grande favorita. Questa volta la storia è andata in maniera diversa e ha ribaltato anche quella bruciante sconfitta, sempre al supplementare, di Vancouver 2010.

Il tutto a distanza di 12 anni da quando mancavano le stelle della NHL (National Hockey League). A Milano, più che una finale olimpica, è andata in scena una finale con roster appartenentI al 100% alla lega. Una sfida “casalinga” e accompagnata alla vigilia dei Giochi proprio dalle polemiche della stampa nordamericana sulle misure regolamentari o meno della pista. Le due formazioni, alla quarta finale olimpica non si affrontavano dalla semifinale dei Giochi di Sochi 2014, con vittoria del Canada per 1-0).

Sono gli Stati Uniti a fare, nei primi minuti di gioco del primo periodo la partita, e a scendere in campo con il fuoco negli occhi. Dopo sei minuti vanno così in vantaggio grazie a un contropiede di Matt Boldy che supera il portiere canadese Binnington sul primo palo. Una prima volta assoluta: mai nei precedenti olimpici la nazionale statunitense aveva segnato per prima. Nemmeno per gran parte del secondo periodo, anche quando in maggiorana numerica, il Canada riesce a pareggiare la situazione. Poi alla fine ci pensa Cole Makar. Il terzo periodo si apre con due grosse occasioni dei canadesi che tirano molto più in porta. Alla fine Jack Huges a pochi minuti dall'inizio segna la rete che regala lo storico oro agli USA.


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