Sfida (estrema) per Parigi. Destra e sinistra sperano con le compagne dei leader
La sindaca di Parigi Anne Hidalgo
PArigi, 15 marzo 2026 – Dominata per un quarto di secolo dalla gauche, Parigi si prepara forse a celebrare la vittoria di un sindaco di segno opposto. Abbandona il timone Anne Hidalgo, che nel 2014 aveva preso il posto di Bertrand Delanoë: massacrata alle presidenziali del 2022 (ottenne appena l’1,7 per cento), la sindaca che è stata soprannominata dagli oppositori “Notre Drame de Paris” ha fatto il pieno di antipatie per la sua politica ecologica estremista (fuori le auto, tutti in bicicletta!) e ha lasciato il record del debito pubblico della città (9,3 miliardi di euro).
Alla conquista della sua poltrona si lanciano oggi cinque candidati, tre donne e due uomini, in lizza per il primo turno delle municipali. Poiché verosimilmente nessuno tra loro avrà la maggioranza assoluta, passeranno tutti al secondo turno, il 22 marzo, per la scelta del vincitore.
Due i personaggi forti: la “guerriera della destra” Rachida Dati, 60 anni, e “l’architetto dell’ombra” Emmanuel Grégoire, 48 anni. La prima è una vecchia conoscenza della politica: scoperta dall’allora presidente Nicolas Sarkozy, che la nominò di botto ministro della Giustizia, è stata deputata europea, sindaco del settimo arrondissement di Parigi e da due anni ministro della Cultura, incarico che ha lasciato per partecipare a queste municipali. Il suo diretto avversario, il socialista Emmanuel Grégoire, è una figura meno appariscente. Per lungo tempo braccio destro di Hidalgo, è stato in realtà il vero “motore” della politica urbanistica ed ecologica di Parigi: un tecnico pragmatico e rigoroso che si sta sforzando di moderare i toni per guadagnare consensi. Per ora i sondaggi li vedono quasi alla pari: 30 per cento per Grégoire, 29 per cento per Dati. Quest’ultima, detta “il bulldozer”, sta battendo il terreno sistematicamente in questi giorni per ottenere, oltre ai voti della destra, anche quelli dei “macronisti delusi”.
Gli altri tre candidati sono il centrista Pierre-Yves Bournazel, 48 anni, accreditato dell’11 per cento, e due donne, una di estrema destra, l’altra di estrema sinistra. La prima, Sarah Knafo, 32 anni, è la compagna di Éric Zemmour, l’uomo che si vanta di essere ancora più a destra di Marine Le Pen. La seconda, Sophia Chikirou, 46 anni, è la compagna di Jean-Luc Mélenchon, il leader della France Insoumise. I giornali parigini hanno spesso ironizzato sulla "guerra delle due amanti", tutte e due originarie del Maghreb (come del resto Rachida Dati), che viaggiano su previsioni rispettivamente del 13 e del 10 per cento dei voti.
Saranno loro, con le indicazioni che daranno ai loro elettori il 22 marzo, a decidere chi vincerà la battaglia di Parigi. Tre donne uscite dall’immigrazione, tre stili differenti, tre diverse concezioni di Parigi: Dati e Knafo puntano sulla sicurezza e sulla battaglia contro il declino della capitale, Chikirou sulle lotte sociali e sul riscatto dei quartieri popolari. Emmanuel Grégoire, da parte sua, punta sulla competenza e sulla trasformazione ecologica “graduale” della città. Questa sera la prima risposta degli elettori farà forse capire quale svolta si prepara per la capitale.
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