Gattuso, coraggio a testa alta. "Nessun alibi, saremo più concreti. Ma se falliremo farò mea culpa”
Gattuso, coraggio a testa alta. "Nessun alibi, saremo più concreti. Ma se falliremo farò mea culpa”
Gattuso, coraggio a testa alta. "Nessun alibi, saremo più concreti. Ma se falliremo farò mea culpa”
Partita decisiva contro la Bosnia alle 20,45, il ct non si nasconde: "Non qualificarsi sarebbe una mazzata. In questi mesi abbiamo imparato a fiutare il pericolo". Donnarumma: "Ho visto la squadra con gli occhi giusti" . .
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Nati per correre, direbbe il Boss Bruce Springsteen. E per soffrire, aggiunge il capopopolo azzurro Rino Gattuso. Ormai non c’è più tempo per girare attorno all’ostacolo: riusciranno i nostri eroi a strappare quel pass per i mondiali che non frequentiamo da troppi anni, già dodici? Vinceranno stasera in casa della Bosnia (20,45 Rai 1, supplementari e rigori in caso di parità)?
La garanzia migliore che abbiamo si chiama Rino Gattuso, e forse la faccia che ha fatto vedere in questo periodo e soprattutto le cose che ha detto potrebbero bastare a farci stare tranquilli. Peccato che il calcio sia gioco imprevedibile, che i livelli si siano avvicinati (sia perché siamo peggiorati noi, sia perché sono migliorati gli altri), e insomma le partite non si vincono nelle conferenze stampa della vigilia. Dove Gattuso anche ieri ha fatto una cosa che dovrebbe essere da esempio per altri che hanno ruoli più istituzionali: ci ha messo la faccia e si è preso la responsabilità, specialità che in Italia è ormai passata di moda almeno quanto i numeri dieci e i dribbling vincenti.
"Se non ci qualificheremo, sarà una delusione, una mazzata. Io mi assumo le mie responsabilità perché sono il ct, ma ne parliamo dopo. Adesso giochiamo e non mettiamoci i punti, ancora la testa non ce la siamo spaccata".
Quindi lezione numero 1: su la testa, senza accampare scuse. Come quella del campo, che si teme non perfetto (perché invece in Italia abbiamo dei biliardi...): "Non dobbiamo pensare al campo, è un alibi. Se è brutto per noi lo è anche per loro, è da deboli pensare a questo. L’ho visto da vicino, sembra un campo che può andare, ma anche se fosse stato brutto possiamo fare poco, la partita dobbiamo giocarla".
A quanto sembra la giocheranno gli stessi azzurri che l’hanno iniziata, male nel primo tempo, contro l’Irlanda del Nord, con Pio Esposito che scalpita ed è pronto a farsi sentire se servirà. Gattuso rivendica il lavoro fatto: "Noi sette mesi fa non eravamo questi, soffrivamo gli avversari, arrivavano facilmente in porta, ci creavano occasioni da gol. In sette mesi questa squadra ha imparato ad annusare il pericolo, a lavorare in maniera diversa, è migliorata. In questo momento preferisco una squadra meno bella, ma che soffra meno. Pensiamo ad essere concreti".
Respinte al mittente le accuse striscianti del ct avversario ("Se andiamo in vantaggio mettiamo il bus davanti alla porta? Barbarez è un grande giocatore di poker, me lo ricordo da attaccante al Leverkusen e all’Amburgo. Si fa voler bene, è un allenatore preparato e intelligente e ho la sensazione che entri nell’anima dei giocatori").
Al fianco del ct, anche il capitano Gigio Donnarumma ha le spalle larghe: "Sappiamo quello che ci giochiamo e che rappresentiamo non solo noi, ma tutti gli italiani. Sarà una partita difficile, bisogna affrontarla con la serenità giusta, ma dovremo essere duri, andranno a 100 all’ora e noi non dobbiamo essere da meno. Ma la squadra è pronta, li ho visti con gli occhi giusti".
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