I malumori dentro la Lega. Borbottii, non rottamazione. Alla fronda manca il coraggio
Il ministro Matteo Salvini a Pinzolo alla festa della Lega
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Roma, 25 agosto 2026 – La rottamazione ha molti sinonimi, molte espressioni affini, c’è anche chi la chiama parricidio politico. Per praticarla serve quel minimo di spregiudicatezza necessaria per impacchettare passati elettorali gloriosi e antichi principi di autorità ma non più di autorevolezza (altrimenti non ce ne sarebbe bisogno, della rottamazione). È quel che forse manca agli avversari tardivi di Matteo Salvini, che lo affrontano con interviste, associazioni neo-nordiste, espressioni di mal di pancia da retroscena giornalistico.
La Lega, lo si è già detto altre volte, è l’ultimo partito leninista rimasto in Italia; fin qui il dissenso nei confronti del caro leader, quando praticato, è rimasto materia per iniziati, per addetti ai livori. Niente di pubblico o di pubblicizzato. Ora siamo in altro territorio, a tratti inesplorato, anche se va ricordato che Salvini per primo rottamò Umberto Bossi nelle drammatiche........
