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Cuba, Ultima zattera del ’900. Aumenta la pressione Usa sull’isola. Il blackout dell’utopia castrista /

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Sopra: i colori coloniali della città di Trinidad A sinistra: macerie e rifiuti Sotto: roghi e proteste

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 Dopo  l’Urss, dopo Fidel, dopo il Covid. Adesso, per il castrismo, non c’è più un dopo. Lo scarpone americano calzato da Donald Trump affonda l’ultima zattera del Novecento: Cuba, un’isola alla deriva nel paradiso caraibico, assediata da quel mare cantato da Hemingway che ora torna campo di conquista. Troppo vicina agli Stati Uniti per potersi permettere la neutralità. Troppo fragile per stare da sola. E ora pure abbandonata. La Russia ha dismesso le velleità sovietiche: non contende all’America il dominio del mondo, preferisce curare con le bombe quello che considera il giardino di casa, l’Ucraina. E la Cina? Tratta. È la prosecuzione della politica con mezzi economici. Figurarsi se sogna di piazzare missili a San Cristóbal e Remedios. Restava il Venezuela, a tenere accesa l’Avana, se non altro........

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