La bottiglia caduta, i vetri raccolti, poi lo scontro: cosa dicono i maggiorenni fermati
Il Gip Antonia Aracri mentre esce dalla casa circondariale dopo gli interrogatori
Articolo: Omicidio Bongiorni, come si difendono i due giovani. “Non hanno iniziato loro la rissa”. L’ammissione del calcio alla testa
Articolo: I pugni del pugile 17enne: l’omicidio di Giacomo Bongiorni ripreso in un video. La difesa: “Ho reagito a una testata”
Articolo: Studenti in marcia per Giacomo. Cartelloni e fiori di carta, una comunità stretta alla famiglia Bongiorni
Massa, 15 aprile 2026 – Non sarebbero stati i due maggiorenni a iniziare la rissa. È quanto sostengono i due legali dei maggiorenni, Enzo Frediani per il 19enne Eduard Alin Caratasu e il collega Giorgio Furlan, difensore di fiducia del 23enne Alexandru Miron. Loro, insieme ad altri tre minorenni sono accusati di omicidio volontario per la morte di Giacomo Bongiorni.
La gip Antonia Aracri non ha convalidato il fermo per il pericolo di fuga, ma i due restano in carcere. La gip ha accolto la richiesta della Procura di pericolo di reiterazione del reato. Appena uscito dalla casa circondariale di Massa, Frediani ha riferito la versione descritta al gip Antonia Aracri dal 19enne.
"Non stavano lanciando bottiglie”
“Il mio assistito ha detto che la rissa è nata da un comportamento delle controparti e non dei giovani, per cui non è vero come era stato detto in un primo tempo che questi giovani si stavano mal comportando e che avevano lanciato delle bottiglie contro le vetrate, la vetrata del kebab è infranta da mesi. Per una cosa fortuita mentre due di questi giovani scherzavano, è caduta una bottiglia. Gli è stato detto di raccogliere i vetri, lo hanno fatto e la cosa sembrava finita lì, era finita lì. Tanto che sia il Bongiorni che il cognato erano tornati verso il luogo dove si trovavano prima.
Invece poi Bongiorni si è riportato nei pressi dei giovani con cui aveva avuto un piccolo alterco prima e gli ha assestato una testata, poi il cognato si è fatto sotto con una bottiglia, a quel punto il mio assistito, con un altro soggetto, è andato incontro al cognato del Bongiorni, lo hanno bloccato e colpito, è nato uno scambio di colpi”.
Piantedosi: 'La vicenda di Massa impone una seria riflessione sulla violenza dei giovani. Radici in dinamiche familiari e sociali'
“Nel frattempo – prosegue – andava avanti l’altro scontro, perché il ragazzo che ha subito la testata aveva reagito. Il mio assistito ha partecipato alla fase che riguardava il cognato e solo alla fine ha visto che il minore che aveva preso la testata era in difficoltà: è andato lì per aiutare l’amico, ma in quel momento il minore è riuscito a ribaltare l’altro soggetto (Bongiorni, ndr) e a farlo finire a terra. A quel punto, quando era già a terra, il mio assistito ha dato un calcio al capo. Una cosa bruttissima, ma secondo il mio medico legale si vede che è un calcio che non ha una carica precedente, un calcio di piatto, più per rabbia che un calcio che vuole fare male, per noi non è stato un colpo mortale, non ha avuto una efficienza causale sulla morte”.
"Non ha sfiorato Bongiorni”
Anche il legale Furlan fornisce una tesi diversa sulle cause della morte del padre 47enne, descritta dal suo assistito Miron: “Il mio assistito contesta ogni addebito e ha detto di non aver sfiorato (Bongiorni, ndr) -, ovviamente è dispiaciutissimo per quanto accaduto ma estraneo alla parte dei fatti che vedono l’esito finale”.
Alla domanda se Miron si sia scontrato con Gabriele Tognocchi - che ha riportato fratture, al setto nasale e di una gamba – l’avvocato Furlan ha commentato: “Così parrebbe”. La vicenda “Per ora l’hanno qualificata in rissa”, ha proseguito. Riguardo a cosa accadde la sera dell’11 aprile in piazza Palma il difensore di Miron riporta che “la scena era di giovani davanti al kebab” e, riguardo al motivo dello scontro con Tognocchi e Bongiorni - fin dall’inizio riferito a un rimprovero che il primo avrebbe fatto ai giovani per un lancio di bottiglie contro una vetrina - l’avvocato Furlan ha detto che “era caduta una bottiglia in terra, i ragazzi inizialmente avevano raccolto i vetri eccetera, eccetera, è scattato il rimprovero e poi si sa” come è andata “ma non voglio aggiungere altro”.
Sulla vicenda il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi nel question time alla Camera ha espresso il suo pensiero. “Sul tragico episodio, i cui autori sono stati prontamente assicurati alla giustizia, e per il quale desidero esprimere la mia vicinanza personale e del governo ai familiari di Giacomo Bongiorni, è una vicenda che impone una seria riflessione sulla crescente violenza giovanile, che affonda le radici evidentemente in dinamiche familiari e sociali su cui è doveroso interrogarsi. Il Governo ha posto la massima attenzione a questi temi”. Oggi l’udienza di convalida a Genova del fermo del minore indiziato. Intanto si attende la data del funerale di Bongiorni, per il momento si sa solo il luogo, ovvero in Duomo.
© Riproduzione riservata
