La Russia rilancia il sogno del supersonico per passeggeri: il progetto Strizh punta al volo entro il 2030
Si chiama Progetto Strizh, avrà una forma innovativa e dovrà essere silenzioso. Riparte la corsa che a fine anni Sessanta vedeva la sfida tra Bac-Aérospatiale e Tupolev.
Era il 31 dicembre 1968 quando decollò per la prima volta il Tupolev 144, aeroplano civile supersonico, il tentativo sovietico di possedere un concorrente del Bac-Aérospatiale Concorde costruito da inglesi e francesi. Ma a differenza della lunga carriera del modello franco-britannico, l’aeroplano di Tupolev, dopo un grave incidente avvenuto al salone di Parigi del 1973 e un secondo a metà anni Settanta, nell’intera carriera fece soltanto una cinquantina di voli con passeggeri a bordo e venne ritirato nel 1978. Da quel momento in poi, l’Urss prima e la Confederazione russa poi, pur seguendo il mercato internazionale dei velivoli commerciali che non chiedeva modelli supersonici non hanno mai abbandonato del tutto l’idea di costruirne uno nuovo. Come, del resto, hanno fatto i francesi della Dassault fino alla fine degli anni Novanta e oggi stanno facendo gli americani con lo XB-1della Boom Aircraft. Intanto però il lungo impegno della Russia per rilanciare l’aviazione civile supersonica ha compiuto piccoli passi in avanti, con gli ingegneri che hanno completato una nuova serie di test sui modelli di motore legati al dimostratore tecnologico Strizh. Il lavoro segna un altro passo in un programma che........
