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L’AI ha invaso il web: un articolo su tre non l’ha scritto un umano (grazie a chatGPT e simili)

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26.08.2026

Secondo una nuova analisi di Pew Research, oltre un terzo delle pagine web pubblicate dopo il lancio di ChatGPT porta segni evidenti di scrittura o editing tramite AI. Un dato che racconta meno una rivoluzione tecnologica e più un’assuefazione silenziosa, quella di lettori che si illudono di distinguere ancora un testo umano da uno artificiale.

Nel campione analizzato da Pew Research Center nel luglio 2026, quasi mezzo milione di pagine web in lingua inglese raccolte dall’archivio Common Crawl, il dato di partenza sembra quasi rassicurante: solo il 10% del totale mostra segni significativi di scrittura AI. Ma è un numero che inganna, perché mescola pagine vecchissime, pubblicate ben prima che ChatGPT esistesse, a contenuti freschissimi.

Il vero dato arriva quando i ricercatori hanno filtrato via il passato e guardano solo a ciò che è stato pubblicato dopo il novembre 2022, il mese in cui OpenAI ha rilasciato ChatGPT al pubblico. In quel sottoinsieme, oltre un terzo delle pagine, il 35%, porta segni di autorialità o editing artificiale. Non è più un fenomeno di nicchia: è la normalità del web che si sta scrivendo oggi.

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