Prendere il farmaco all’ora giusta può raddoppiare la sopravvivenza: lo studio che cambia la medicina
Il tempismo conta anche in medicina. Non solo è importante quale medicina assumere, ma anche quando farlo per allungare la sopravvivenza del paziente. Si fa strada la cronofarmacologia
C’è un orologio dentro di noi, e può aiutarci a guarire, o potrebbe addirittura fare la differenza tra la vita e la morte. Perché il tempismo in medicina conta, e l’orario in cui si assume un farmaco può trasformarsi in un alleato o in un nemico dei pazienti: e se anche non è una novità dell’oggi – chi non si è sentito dire di assumere la statina di sera piuttosto che al mattino, “perché il colesterolo si forma di notte”? – c’è una grande novità, emersa da uno studio cinese, che sta alimentando il dibattito scientifico tra oncologi e immunologi di tutto il mondo. Gli scienziati della Central South University di Changsha hanno coinvolto in un trial 210 pazienti colpiti dalla stessa forma di cancro al polmone, sottoponendoli a un identico protocollo di immunoterapia a base di pembrolizumab (antitumorale della classe degli anticorpi monoclonali), associato a chemioterapia. L’unica differenza di trattamento tra i pazienti era il “timing” della cura, l’orario in cui ricevevano l’infusione del farmaco. Risultato: i malati trattati nella fascia oraria mattutina (prima delle 15) hanno registrato una sopravvivenza complessiva quasi doppia e più lunga di circa dodici mesi rispetto a chi iniziava la terapia più tardi durante la giornata.
Non solo: hanno avuto circa cinque mesi in più di tempo prima che la malattia progredisse. Dati sconvolgenti, pubblicati all’inizio di febbraio sulla rivista scientifica Nature Medicine, che hanno avuto l’effetto a cascata di riaccendere il dibattito sulla crono-farmacologia, branca clinica che studia come efficacia e tollerabilità dei farmaci possano variare in base all’orario di somministrazione: settore da sempre considerato poco più che una bizzarria. Ora il vento sta cambiando. «Fino a pochi anni fa, chi parlava di crono-farmacologia veniva quasi paragonato a chi fa gli oroscopi», dice a Panorama il professor Roberto Manfredini,........
