Robot umanoidi: la sfida italiana a Elon Musk e ai giganti della Cina
Il mercato della robotica umanoide vola verso i 5 trilioni. Da Generative Bionics a Oversonic, ecco come l’Italia sfida Tesla e Pechino con Gene.01 e RoBee.
I robot umanoidi non parlano più solo inglese e cinese. Se a dominare il mercato restano gli States e, soprattutto, la Cina, anche l’Italia infatti si sta facendo strada nel futuro. Perché, come ha detto Elon Musk dopo aver ballato insieme al suo robot Optimus, queste “macchine” dalle fattezze umane saranno sempre più presenti e potranno aiutare uomini e donne in ogni ambito, dagli ospedali alle fabbriche, alle prigioni, fino ad arrivare nelle nostre case.
Oltre il 50 per cento della produzione globale è concentrata in Cina, con centinaia di unità prodotte al mese sotto impulso del governo. Negli Stati Uniti sono le Big Tech a farla da padrone, prima fra tutte Tesla, spingendo sull’integrazione sempre più stretta tra Intelligenza artificiale e robotica. Secondo un’analisi di Morgan Stanley del 2024, il giro d’affari di questi apparati potrebbe raggiungere un valore di circa 5 trilioni di dollari annui entro il 2050, con un miliardo di unità operative nel mondo.
Robot umanoidi: la sfida italiana ai giganti del settore
Altri focus di settore, come quelli di Future Market Insights, prevedono che il mercato possa raggiungere un valore compreso tra 150 e 180 miliardi di dollari entro il 2035, trainato dall’evoluzione dell’Intelligenza artificiale e dalla crescente carenza di forza lavoro qualificata. È in questo quadro di sviluppo che si inserisce l’italiana Generative Bionics. La start up genovese l’anno scorso ha chiuso un round di investimenti da ben 70 milioni di euro. L’operazione, una delle più significative della tecnologia nostrana negli ultimi anni, è guidata dal fondo Artificial Intelligence di Cdp Venture Capital, ma ha attirato anche giganti internazionali come Amd Ventures, Eni Next, Duferco e Tether.
L’azienda fondata da Daniele Pucci (ceo), Alessio Del Bue (chief business officer) e Davide Rota (executive chairman) vuole integrare Intelligenza artificiale, meccatronica e sensibilità umana in un unico progetto: dare un corpo all’Ia. «Il........
