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Musica sacra: l’unica davvero immortale

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11.08.2026

In chiesa oggi si sentono melodie pop e canti moderni, ma con scarsi risultati spirituali. Meglio – dice il cardinale Robert Sarah nel suo nuovo libro – lasciare che sia l’arte antica ad agire sulle anime

Non è detto che i cristiani, anche i più legati alla tradizione, debbano essere per forza ostili alla cultura pop, all’arte che viene “dal mondo”.

Lo dimostra il cardinale Robert Sarah, per anni prefetto della Congregazione per il Culto Divino, nel nuovo libro appena pubblicato da Cantagalli e intitolato Il Cantico dell’Agnello. Musica sacra e liturgia celeste, un dialogo raffinato e avvincente con Peter Carter, direttore del Catholic Sacred Music Project. A un certo punto, il cardinale esamina persino un film hollywoodiano, e dei più discussi: la Passione di Cristo di Mel Gibson. «La transizione di Roma da cuore del mondo pagano a centro della Chiesa cristiana riflette il potere trasformativo della cultura cristiana, che è essa stessa espressione della fede di generazioni di credenti», scrive Sarah. «Questo potere dell’arte di muovere i cuori e accostare le persone a Cristo non è circoscritto alla sola arte sacra in senso stretto. Quando ho guardato il film La Passione di Cristo di Mel Gibson, l’ho trovato profondamente commovente. Meditare sulla Passione del Signore attraverso questo mezzo mi ha aiutato a celebrare l’Eucaristia con maggiore profondità, facendomi sentire più unito al nostro Signore e infondendomi una più viva consapevolezza della sua sofferenza e del suo immenso sacrificio. Eppure, ciò che vediamo sullo schermo non è che un barlume di quanto Cristo ha veramente patito per noi. In un certo senso, la pellicola di Mel Gibson può essere considerata come una forma di inculturazione cristiana, capace di introdurci a un incontro più intimo con i misteri della fede. Opere artistiche di questo genere, così come le recite natalizie o le sacre rappresentazioni della Passione, concorrono a innestare la vita del nostro Signore nelle nostre culture; tuttavia, resta fondamentale distinguere tali espressioni dal culto divino, a cui partecipiamo propriamente nella liturgia».

Dunque non si deve per forza rifiutare il pop, o la modernità. Occorre però fare attenzione: non si può confondere ciò che è mondano con ciò che è sacro. L’arte è di sicuro un mezzo che può guidare verso una intensa esperienza spirituale, e può farlo in modi che possono apparire sorprendenti o perfino disturbanti. La musica, ad........

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