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Chi era davvero Zorro: il ribelle antitasse che ha inventato i supereroi

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19.08.2026

Molti nuovi progetti coinvolgono lo spadaccino mascherato. Un archetipo cui si sono ispirate diverse altre icone, come Batman. La sua anarchia, legata però al rispetto per i più deboli, ne fanno un eroe di altri tempi. E perciò immortale

In effetti il presidente argentino Javier Milei ha fornito una interpretazione un filino estrema. Circa un anno fa, per festeggiare l’anniversario della Borsa di Buenos Aires, ha tessuto un entusiastico elogio del suo personaggio preferito, Zorro. «È un anarcocapitalista, è un anarchico del mercato ed è ovviamente demonizzato, ma è un vero eroe», ha dichiarato con enfasi. «Zorro non difendeva solo la proprietà privata, ma anche il benessere dei cittadini e combatteva contro il capitan Monasterio che riscuoteva le tasse. Un personaggio favoloso». Una lettura estrema, si diceva, ma non troppo lontana dal vero. Zorro è, in effetti, un avventuriero anarcoide, che si batte contro l’autorità, l’esercito e in generale i rappresentanti corrotti del potere dominante nel Pueblo de Los Ángeles, nella California di fine Settecento-inizio Ottocento, ancora dominata dagli spagnoli.

Un giustiziere sicuramente populista nel senso più nobile della parola: prende le parti del popolo vessato, dei lavoratori e dei contadini oppressi da funzionari pubblici corrotti e ladri. E sì, è anche uno strenuo oppositore del fisco troppo esoso, al punto da assaltare i convogli degli esattori delle tasse, sottrarre l’oro e il denaro che hanno strappato alla popolazione e restituirlo a chi l’ha guadagnato con il sudore della fronte. Del resto il suo creatore, lo statunitense Johnston McCulley (1883-1958), lo immaginò come una sorta di Robin Hood ispanico-americano, un nobile che non esattamente ruba ai ricchi per dare ai poveri. Per essere precisi, infatti, Zorro ruba a chi si arricchisce in modo parassitario e rende a chi ha faticato per stare al mondo.

McCulley si ispirò ovviamente anche alla Primula Rossa, ma seppe inserire nelle sue storie atmosfere e temi tipici della letteratura popolare pulp. Non a caso divenne famoso con il romanzo a puntate La maledizione di Capistrano del 1919,........

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