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Electrolux, la crisi spaventa anche l’indotto tra Veneto e Friuli Venezia Giulia

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14.05.2026

Le resistenze per i forni a Conegliano, i timer nel Bellunese, le elettrovalvole nel Vicentino, maniglie e manopole nel Trevigiano. I motori elettrici delle lavatrici e la filiera dello stampaggio in plastica nel Pordenonese. La mappa della catena di fornitori Electrolux è variegata e disseminata tra Veneto orientale e Friuli. Sono tante, tantissime le piccole e medie industrie, cresciute tra gli anni Sessanta e gli anni Ottanta del secolo scorso, all’ombra dei colossi Zoppas e Zanussi, grazie all’intraprendenza di numerosi ex dipendenti dei big del bianco che scommisero sul loro know how e si misero in proprio. Rappresentano ancora oggi l’ossatura dei fornitori degli stabilimenti italiani della multinazionale svedese, soprattutto quelli di Susegana e Porcia, vantano fatturati di tutto rispetto, complessivamente di centinaia di milioni e danno lavoro ad alcune migliaia di addetti.

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Valduga: «Già pagato la fuga»

Ma c’è anche il rovescio della medaglia. Compressori dei frigoriferi, lamiere, acciai e componentistica elettronica utilizzata da Electrolux sono già made in Cina. «Noi abbiamo pagato in anticipo la crisi del settore elettrodomestico in Italia», commenta con una punta di amarezza Chiara Valduga, presidente del gruppo........

© Messaggero Veneto