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Ucciso per difendere la figlia a Porcia, la difesa di Barberini: «Si faccia più chiarezza sulla morte di Marius»

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16.06.2026

Via i sigilli dall’abitazione di via Zuccolo a Porcia, teatro lo scorso 29 maggio dell’omicidio in cui morì Marius Adrian Dorobantu, il cinquantanovenne di origini romene, che tentò di difendere la figlia dalla violenza dell’ex compagno Fabrizio Barberini finendone poi vittima lui stesso.

Il presunto assassino è in cella a Pordenone da dove continua a respingere l’accusa di omicidio volontario, sostenendo di essersi difeso da un’aggressione del padre dell’ex compagna.

L’immobile era stato messo sotto sequestro per non alterare la scena di una parte dei fatti accaduti quel giorno e raccogliere gli elementi utili agli investigatori a ricostruire tutte le fasi e la sequenza di una lite finita in tragedia, i cui contorni ancora non sono stati chiariti del tutto.

La lite, scoppiata in salotto, dove donna e padre erano stati colpiti alla testa con una bottiglia di vetro, si era poi spostata all’esterno, ristretta tra la vittima e l’ex compagno, vicino al quale, al momento dell’arrivo dei soccorsi, verrà ritrovata una pietra sporca di sangue, il cui utilizzo nel delitto è ancora in fase di........

© Messaggero Veneto