Vita di un narcoterrorista a capo degli Hezbollah
Può la biografia di un militante della guerra santa (più precisamente della jihad guidata da Teheran contro l’Occidente), libanese sciita, emigrato in Sud America, aiutarci a capire gli intrecci tra Hezbollah e narcotrafficanti?
Così sostiene Emanuele Ottolenghi. Da senior advisor di 240 Analytics (piattaforma di analisi di rischio nel campo del finanziamento al terrorismo), ritiene che esaminare le vicende di un particolare personaggio libanese residente in Sud America sia un modo semplice e utile per capire quello che sta succedendo nel terrorismo globale. E lo racconterà con nomi, fonti e foto mercoledì 27 maggio alle 18,30 nel Teatro Franco Parenti di Milano.
Autorevoli esperti di terrorismo sostengono che il “personaggio” di cui scriviamo, libanese sciita e cittadino brasiliano, sia oggi il comandante della base operativa dell’unità 11.000 delle Forze Qods dei pasdaran iraniani (organizzazione incaricata di assassinare i nemici degli ayatollah all’estero): e, in questa veste, è ricercato dalla polizia di Brasilia dal 2023, per aver tentato di uccidere un rabbino, far saltare una sinagoga e un cimitero ebraico.
Già nel 2005, peraltro, questo uomo degli Hezbollah era stato arrestato e incarcerato in Brasile nel 2005, a seguito di una richiesta di estradizione per reati legati al........
