Odio rosso contro Umberto Bossi in tutta la Lombardia
Lui è ancora disturbante per loro, anzi perturbante nel senso tecnico-freudiano, «quella sorta di spaventoso che risale a quanto ci è noto da lungo tempo, a ciò che ci è familiare». Lui è Umberto Bossi, consegnato alla storia ancora prima della scomparsa fisica, rottamatore della Prima Repubblica e cofondatore della Seconda. Loro sono i sepolcri imbiancati della sinistra contemporanea, pettinati, tetragoni nelle loro pseudocertezze da Ztl risentita, feroci odiatori dell’Altro che è sempre barbaro e puzzolente. Figuriamoci lui che, appunto, fa riaffiorare il rimosso, cioè che era loro “noto” e “famigliare”: una lettura della società, un radicamento nei luoghi della produzione e del lavoro, una consuetudine con il mondo della vita, che è anzitutto mondo del popolo. Tutto un armamentario che la vecchia sinistra comunista, polverosa, ideologica, comunque possedeva, e che loro hanno perso in toto, sostituendo la lotta in fabbrica con la lotta alle emissioni. Bossi viceversa colse in diretta cosa si........
