Niente fiducia al governo Meloni: Vannacci diventa la stampella del Pd
Ma voi ve lo ricordate il generale Roberto Vannacci, quando strappò dalla Lega tra toni avanguardisti e proclami marinettiani? Dodici febbraio 2026, microfoni davanti e petto in fuori: «Futuro Nazionale si colloca in una destra pura, senza inciuci» e - scagliando con lo sguardo saette immaginarie a chi solo avesse osato pensarlo- «non è la stampella della sinistra”. Gran finale: «Più che vannacciani mi piace la definizione futuristi». Eccolo, il futuro delle sue truppe (vabbè, al momento pattuglie), nel frattempo transitate da Marinetti al barone von Sacher-Masoch: fare esattamente da «stampella della sinistra».
Ieri, aula della Camera: i tre deputati Rossano Sasso, Edoardo Ziello e Emanuele Pozzolo (chiamiamoli vannacciani, per carità, lasciamo in pace l’arte e la letteratura) votano no al decreto bollette e no anche alla fiducia richiesta dal governo sul tema. Ovvero, vanno oltre........
